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Gabriele Defilippi, prete: “Lontano da capire cosa ha fatto”

TORINO – Gabriele Defilippi piange spesso e mangia poco, tanto che ha perso molti chili. Ma è ancora ben lontano dal prendere coscienza di ciò che ha fatto. E’ la convinzione di don Alfredo Stucchi, il cappellano del carcere delle Vallette che ha avuto modo di incontrare il giovane accusato dell’omicidio di Gloria Rosboch in concorso con l’amante Roberto Obert e la mamma Caterina Abbattista. Ecco cosa dice il sacerdote al Corriere della Sera:

“Ho visto molta sofferenza in lui – racconta il prete – non dimentichiamo che ha una storia alle spalle che si trascina da molti anni». «Ho davanti una persona – ammette il Don – che sono convinto abbia una coscienza, in fondo. Ma per arrivare a prenderne atto e per capire che cosa ha fatto servirà un percorso molto lungo che adesso è ancora lontano. Ci vorrà molto tempo per lui per cambiare”.

Due donne sono state indagate: Efisia Rossignoli, 45enne innamorata di Defilippi, e Sofia Sabhou, sua ultima fidanzata.

Massimo Numa spiega su La Stampa quale sarebbe stato l’errore della ragazza marocchina:

Defilippi nel corso dell’interrogatorio avrebbe descritto i preliminari del delitto coinvolgendo, oltre all’odiato Obert, anche Efisia e l’ultima fidanzata, Sofia Sabhou. La sera del 13 gennaio la cella di Montalenghe, dove la studentessa abita con la famiglia, aveva agganciato il cellulare di Caterina Abbattista, forse uscita dall’ospedale dove era in servizio. Troppe coincidenze. La sua fidanzata Sofia aveva già svelato che Gabriele, in preda ai fumi dell’alcol, le aveva confidato dei propositi omicidi del suo clan. Obert e la madre Caterina volevano far sparire Gloria per vendicare l’onta della denuncia per truffa. L’errore di Sofia, che ha affermato poi di non avere preso sul serio la confessione del fidanzato, è quello di non essere andata subito dai carabinieri. Avrebbe potuto salvare Gloria. Non l’ha fatto. Peggio: dopo la scomparsa della professoressa di Castellamonte, se n’è andata in Marocco per non essere coinvolta.

Questo invece è il presunto coinvolgimento di Efisia:

Efisia Rossignoli, 45 anni, sposa e madre di due figli, a un certo punto della sua vita si innamora del diavolo biondo tinto e si dichiara pronta a «fare tutto quello vuole». Come aiutare gli assassini a far sparire i vestiti, i pochi gioielli e l’orologio di Gloria o a dare un apporto alla logistica finale del delitto? Anche se l’amato ha persino tentato di truffarla – con l’aiuto della madre – di 100 mila euro. Efisia, il 13 gennaio, il giorno del delitto, lo cercò al telefono 11 volte: 5 il mattino, 6 nel pomeriggio. Solo una volta Gabriele le rispose, verso le 11, per dirle che era dal veterinario. La falsa direttrice di banca, che telefonò a Gloria il 25 ottobre 2014 per rassicurarla che i suoi soldi «erano al sicuro» (in cambio di 5 mila euro) ha detto al procuratore Giuseppe Ferrando che quella insistenza era dovuta a una questione di presunte corna. Proprio il 13 gennaio, l’ignaro marito le aveva detto che sarebbe andato a pranzo con un collega; lei voleva, proprio nel giorno in cui il suo toy-boy aveva pianificato il delitto, che Gabriele lo seguisse per sorprenderlo con l’amante. Ma i carabinieri le credono poco. Cioè niente.