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Gabriele Defilippi, l’amante: “Ero il suo servo…”

TORINO – “Mi comportavo come un servo, sia perché affascinato, sia perché impaurito”. Roberto Obert parla così del suo rapporto col giovane amante, Gabriele Defilippi, al gip Marianna Tiseo che ha convalidato il loro arresto per l’omicidio dell’insegnante Gloria Rosboch. A differenza di Defilippi, l’uomo sostiene di avere visto l’ex discarica in cui è stato abbandonato il corpo della vittima soltanto “quel 13 gennaio”. E nega di avere ricevuto i 187 mila euro della truffa messa a segno nei confronti della vittima. L’uomo ha aggiunto di avere aiutato Defilippi a sbarazzarsi del cadavere “per pietà”. E di avere paura “che qualcuno possa farmi del male in carcere perché non so con chi sia invischiato Gabriele”, che “frequentava delle persone poco raccomandabili”.

“Gloria era ancora viva e si lamentava quando io e Obert l’abbiamo gettata nell’acqua”. Lo ha detto Gabriele Defilippi confessando però solo di aver partecipato al delitto. “Dopo averla uccisa – ha detto – abbiamo raccolto in un sacco tutte le sue cose e siamo andati a gettarle in giro per Torino”. E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip. I risultati dell’autopsia, però, hanno escluso che l’insegnante sia morta per annegamento ed hanno confermato che la causa dello strangolamento. Resta da capire che fine abbia fatto il denaro di Gloria Rosboch, 187mila euro che la prof ha consegnato a Defilippi con il miraggio di una vita insieme. Scrive Massimo Numa su La Stampa:

Le ipotesi sono parecchie. Gabriele, subito dopo la scomparsa di Gloria, raccontava di «averli persi tutti al gioco». Poi: «Gloria mi aveva convinto a diventare complice di un’operazione volta a ingannare i suoi genitori. Mi ha usato per prendersi i suoi soldi, io non li ho mai visti. Se ne è andata chissà dove, la mia colpa è stata solo quella di darle retta». Ancora: «I soldi? Li ho dati tutti a Roberto Obert, che aveva ideato e teleguidato l’evolversi della truffa. Io ho speso 5-6000 euro, il resto ce l’ha lui. Andate a controllare le sue cassette di sicurezza, i risparmi di Gloria sono lì». Ma nessuna delle versioni rese da Defilippi convince gli inquirenti: in realtà il denaro potrebbe essere stato versato in un conto estero, con i codici di accesso nelle mani dello stesso assassino di Gloria Rosboch. Una specie di tesoretto da utilizzare poco a poco nel corso del tempo e ora quantomai necessario per affrontare l’emergenza dopo l’arresto e il prossimo processo. Li ha riciclati attraverso i pericolosi truffatori internazionali che ha frequentato sin da giovanissimo, pregiudicati del Canavese specializzati in truffe da milioni di euro? Possibile ma tutt’altro che certo. L’ipotesi del gioco d’azzardo non è da scartare. Ripulire 187 mila euro in una serie di puntate nei Casinò non è poi così difficile se, a fianco dell’ex studente, magari ci fosse stato un adulto.

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  • Gloria Rosboch, Gabriele Defilippi: "Nel pozzo ancora viva"
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