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Gabriele Defilippi, possibile perizia psichiatrica

IVREA – Gabriele Defilippi, possibile perizia psichiatrica. Sul caso Rosboch, l’insegnante di Castellamonte scomparsa da casa il 13 gennaio e trovata morta venerdì scorso, “ci sono ancora aspetti da chiarire“. Lo afferma l’avvocato Pierfranco Bertolino, che difende l’ex allievo Gabriele Defilippi e la madre Caterina Abbattista, che i carabinieri hanno fermato con Roberto Obert, amico e amante del primo.

Defilippi e la madre, informa il legale, “hanno risposto” alle domande del gip Marianna Tiseo. “Gabriele inizia a rendersi conto ora di quello che è accaduto – si limita ad aggiungere l’avvocato Bertolino -. Valuteremo la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica. Sembra evidente, come confermano i numerosi profili Facebook, che la sua è una personalità disturbata”.

Sono stati chiusi in isolamento e sono guardati a vista i tre arrestati. Gabriele Defilippi, 22 anni, si trova nella quinta sezione del carcere di Torino, formalmente accusato di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. E’ lui che ha organizzato la truffa, lui che – stando a quanto dichiarato dal complice – avrebbe stretto un laccio intorno al collo di Gloria Rosboch, uccidendola. Accuse che davanti al pm Defilippi ha però respinto al mittente. Ora tace, chiuso in un mutismo tombale.

Sua madre, Caterina Abbattista, 49 anni, è a sua volta in isolamento nella seconda sezione femminile del carcere di Torino. Per lei l’accusa di concorso in omicidio. Anche lei è sorvegliata a vista, ma – a quanto si apprende – non fa che piangere. “Non è giusto, non è giusto” continua a ripetere, ma è in evidente stato confusionale. Il complice e amante di Defilippi, Roberto Obert, 54 anni, è invece rinchiuso nel carcere di Ivrea. Anche lui, come il ragazzo, è accusato di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

Defilippi in sede di interrogatorio lo ha accusato di essere stato lui l’esecutore materiale dell’omicidio, ma agli inquirenti Obert ha detto che ad uccidere è stato Defilippi. Ora anch’egli tace, in un silenzio assoluto. Un dato è emerso in modo inequivocabile dagli interrogatori: i tre arrestati hanno fornito versioni diverse. E tutti e tre prima del delitto hanno cercato di costruirsi quelli che avrebbero dovuto essere, dal loro punto di vista, degli alibi a prova di indagine. Il dato emerge da alcuni stralci dei verbali d’interrogatorio.

Gabriele Defilippi ha dichiarato: “Io ho truffato la povera professoressa Rosboch, ma non l’ho uccisa.. L’ideazione della truffa l’ha elaborata Obert, con cui ho una relazione…Quando è salita sull’auto, Obert in un secondo l’ha strangolata”. Obert, dal canto suo, ha affermato: “Ho avuto rapporti sessuali (con Defilippi, ndr) da quando aveva 16 anni…Ero al corrente della truffa..la Rosboch lo minacciava”. Così l’abbiamo caricata in auto “e lui, che era seduto dietro, l’ha strangolata con una corda, dopo venti secondi era morta”.

E Caterina Abbatista, dopo essere stata informata di essere in stato di fermo perché suo figlio è accusato dell’omicidio della professoressa, ha dichiarato: “No, non è possibile… maledetti quelli che l’hanno uccisa”. E ha continuato a fornire agli inquirenti la versione di sempre: che lei, infermiera, quel giorno era al lavoro, in ospedale a Ivrea, e che suo figlio rimase tutto il giorno in casa. Ma i carabinieri hanno le prove, attraverso le celle telefoniche, che fu lei quel giorno a portare suo figlio a casa di Obert. Ora la donna è in carcere, sotto shock. Continua a piangere, sorvegliata a vista.