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Gasparri minacciato su Twitter: “2 pallottole nel ginocchio”

Maurizio Gasparri è stato minacciato su Twitter da un anonimo che gli augura “due pallottole nelle ginocchia”. Denuncia ai carabinieri.

ROMA – Maurizio Gasparri è stato minacciato su Twitter da un anonimo che gli augura

“due pallottole nelle ginocchia”.

Può trattarsi di uno dei tanti sfoghi di violenza repressa di cui internet è pieno, semplicemente è la fantasia di un esaltato che si fa forte della firma anonima. Oppure qualcosa di più serio, di un messaggio di un gruppo terroristico. Solo un invito un po’ tanto esplicito, una esortazione che qualche terrorista raccolga, forse, ma di questi tempi, in cui gli attentati del 13 novembre a Parigi hanno scatenato un processo imitativo su scala mondiale, nessun segnale può essere trascurato.

Gasparri, che è vice presidente del Senato, ha fatto denuncia ai comando Carabinieri. Tutto ha avuto inizio alle 9,43 del 7 gennaio, quando Gasparri ha postato su Twitter queste parole:

Volkswagen e Colonia, la nemesi si abbatte sulla Merkel, quando a casa?”

I riferimenti sono noti: lo scandalo che sta travolgendo Volkswagen per i motori diesel taroccati in funzione antismog e l’assalto alle ragazze da parte di un gruppo di profughi siriani a Capodanno a Colonia.

La replica – minaccia è arrivata 40 minuti dopo. Firmandosi q9c9p, un anonimo nostalgico delle imprese delle Br ha scritto su Twitter:

“Quello di Finmeccanica ne ha presa una nel polpaccio. A quando due nelle ginocchia di Gasparri?”.

Il riferimento a “quello di Finmeccanica” è per Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, ferito a una gamba da un colpo di pistola alla gamba il 7 maggio 2012  Genova.

L’attentato non fu opera delle Brigate rosse, ma di due anarchici genovesi che si sarebbero organizzati da soli in un nucleo Fai. Federazione Anarchica internazionale, Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati definitivamente ma con sconto in Cassazione  rispettivamente a 9 anni, 5 mesi e 10 giorni e a 8 anni, 8 mesi e 20 giorni.

L’esperienza ha ormai insegnato a non prendere sotto gamba questo genere di minacce. Anche se il processo a Cospito e Gai non ha mai chiarito se i due veramente agirono da soli o se dietro avevano una più ampia struttura terroristica, il gesto di un esaltato può fare altrettanto male di un plotone di esecuzione.