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Generale Gianpaolo Miniscalco accusato: minacce a sottoposto

ROMA – “Processate l’ex comandante delle Frecce Tricolore, generale Gianpaolo Miniscalco“: la Procura militare ha accusato di minacce ad un sottoposto il generale, ex leader della Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Il nome di Miniscalco, informa Maura Delle Case sul Messaggero Veneto, è nell’elenco dei tre big dell’Aeronautica per cui la Procura militare ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di “concorso nel reato continuato di minaccia a un inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri”.

Miniscalco è accusato assieme all’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Pasquale Preziosa e a un altro alto generale dello staff dello stesso Preziosa, Antonio Di Lella. Secondo l’accusa, scrive Delle Case sul Messaggero Veneto,

i tre avrebbero cercato in tutte le maniere (inutilmente) di tagliare fuori dai giri che contano il generale Carlo Magrassi diventato, successivamente, consigliere militare di palazzo Chigi e ora direttore nazionale degli armamenti.

L’indagine nasce da un documento anonimo contro Magrassi che Preziosa, Miniscalco e Di Lella consegnano al tribunale. Un dossier che si rivelerà, però, una sorta di boomerang per i tre.

Nel documento, infatti, si denuncia l’inidoneità al volo di Magrassi – quindi con l’obiettivo di escluderlo dall’Aeronautica – con Preziosa che, subito dopo, ordina una relazione completa in base all’esposto. Relazione che, stando alla Procura, avrebbe scritto di suo pugno Di Lella per arrivare a un risultato coerente con quanto denunciato nel documento e, allo stesso tempo, informando la Corte dei Conti di un possibile danno erariale (la presenza di Magrassi), formando anche una commissione d’inchiesta con il tentativo di convincerne il presidente della sussistenza del danno stesso.

Ma perché arrivare ad un documento anonimo, si domanda Delle Case:

Secondo la Procura perché la “fervida attività presso lo Stato maggiore” per sbarrare la strada a Magrassi, iniziata a febbraio 2014, non aveva dato alcun esito. Fino all’autunno, scrive infatti il procuratore militare “Preziosa convocava ripetutamente nel proprio ufficio il generale Domenico Abbenante, direttore dell’Istituto di medicina Aerospaziale e gli dava chiare disposizioni”: dichiarare non pienamente idoneo al volo Magrassi. In caso contrario «avrebbe subito un grave pregiudizio di carriera”. “Analoghe, indebite intimidazioni venivano rivolte in quei giorni da Miniscalco”, con la frase sulla necessità di tagliare Magrassi “fuori dall’Arma”. Abbenante però cede, il 27 febbraio emette il certificato di “piena idoneità” e una settimana dopo “viene rimosso dall’incarico”.


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