Blitz quotidiano
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Genova, falso allarme bomba per valigetta in centro

Una valigetta sospetta ha fatto scattare l'allarme bomba il 1° gennaio a Genova, dove si era conclusa la marcia della pace col cardinale Bagnasco

GENOVA – Una valigetta lasciata incustodita in piazza Matteotti, nel centro di Genova, ha fatto scattare l’allerta bomba in città il 1° gennaio 2016. La valigetta è stata trovata vicino a piazza San Lorenzo, dove si era da poco conclusa la Marcia della Pace a cui ha partecipato anche il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco. Gli artificieri sono stati allertati e la piazza è stata chiusa in parte al traffico nel tardo pomeriggio di venerdì. L’allarme è poi rientrato, la valigetta era vuota.

Dopo l’arrivo degli artificieri l’allarme bomba si è rivelato falso. Il trolley abbandonato era vuoto. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia che hanno fatto brillare la valigetta. L’area era stata interdetta per motivi di sicurezza.

Il ritrovamento della valigetta è stato trovato dopo l’invito del cardinale Bagnasco alla città di “fare voce comune, perché Genova se resta isolata muore”, al margine della marcia della pace organizzata dalla comunità di Sant’Egidio nella chiesa dell’Annunziata, scrive il Secolo XIX:

“«Un primo invito è di carattere più morale, quello di camminare insieme senza opporsi uno all’altro – ha spiegato Bagnasco – ma soltanto facendo una voce unica Genova può farsi sentire da chi di dovere. È una città che merita tutto il rispetto nostro, di genovesi, ma anche del resto della nazione. Imparare a fare voce unica, sia nella città che fuori, è la cosa più importante. Una voce unica che decida il bene e il miglioramento della città, senza pretendere di raggiungere l’ottimo, che, come dice il proverbio, è nemico del bene. Possiamo fare quello che è possibile, ma subito, perché la città non può attendere».

Bagnasco ha puntato l’attenzione anche alla questione delle comunicazioni. «Genova deve ritrovare tutte le vie di comunicazione, sia con il paese che con il mondo intero oppure la città affonda»”.


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