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Genova, arrestato gruppo di borseggiatori: si dividevano bus dove rubare

GENOVA – Si incontravano in piazza, a Genova, poi si dividevano le linee e andavano sui bus, a rubare portafogli. Il gruppo è formato da diverse persone. C’è addirittura anche l‘ex ufficiale di Milosevic fuggito dopo la guerra in Jugoslavia. C’è il pensionato che vuole mettersi in tasca qualche spicciolo per togliersi qualche sfizio. C’è il professionista che ruba da una vita e non sa fare altro. Italiani. perlopiù genovesi, ma anche slavi, romeni, nordafricani e albanesi.

Come racconta Tommaso Fregatti per Il Secolo XIX, il gruppo si incontra tutte le mattine nella piazzetta davanti alla stazione di Brignole. Appuntamento alle 9.30. Il primo che arriva, aspetta gli altri. Poi ci si divide le linee, un po’ come quando i lavoratori si dividono i cantieri.

In quella che è una vera e propria base operativa del borseggio non ci sono capi, non ci sono gerarchie. Ma regole ferree sì: «Sugli autobus si sale in coppia e poi ci si spartisce il bottino». Il resto è dettato dal buonsenso. Perché per «lavorare tutti bene»bisogna dividersi le linee dei bus e il territorio. È questa la parola d’ordine, quasi fosse uno slogan. Ci sono spesso liti e discussioni nella piazzetta davanti ai giardini Caviglia ma alla fine tutto si risolve con una stretta di mano.

Mourad, Sasa, Rosario, Alic, sono i nomi di alcuni dei ladri identificati e poi arrestati, non sanno che da tempo i carabinieri della stazione di San Martino li osservavano e li controllavano. Senza dare troppo nell’occhio. Da distante li hanno filmati, fotografati e poi subito dopo averli sorpresi in azione arrestati.


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