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Genova, cacciavite alla gola: 17enne rapinato e abusato

GENOVA – Gli ha puntato un cacciavite alla gola, gli ha rubato il cellulare e strappato via i pantaloni, tentando di violentarlo. E’ la denuncia choc della violenza subita 10 giorni fa a Genova da un ragazzo di appena 17 anni. Ora è caccia al violentatore con la maglietta arancione e l’orecchino nero. “Sembrava un nordafricano”.

Il Secolo XIX riporta il terrificante racconto di Marco, nome di fantasia, riuscito a scappare per una mera casualità e presentatosi sull’uscio di casa, ferito e stravolto. E pubblica anche un identikit:

«Ero appena uscito da un locale di via Federico Alizeri, a San Teodoro. Stavo camminando attraverso la piazzetta, quando quell’uomo si è avvicinato e mi ha spinto contro il muro». Lo studente racconta di aver urlato e chiesto aiuto: «Ha smesso perché è arrivata una moto. A quel punto è fuggito». Spiega di essere tornato a casa e di essere rimasto sconvolto. Scatta l’allarme. È mezzanotte quando i carabinieri intervengono nell’abitazione di Principe, ed è dai genitori che vengono a sapere quant’è accaduto.

Marco viene caricato sull’ambulanza e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. È qui che i medici certificano l’avvenuto tentativo di violenza . Oltre ai pantaloni strappati ci sono anche graffi e tagli, a confermare la veridicità del racconto dello studente. Il giovane – con il sostegno di uno psicologo – viene a lungo ascoltato dai militari. Si cercano elementi per risalire all’aggressore, si prova a realizzare un identikit sommario del rapinatore.

La descrizione di Marco è precisa, puntuale. «Aveva fra i trentacinque e i quarant’anni – racconta – corporatura robusta e capelli neri». Aggiunge che dalle fattezze sembrava «un nordafricano». E ancora sottolinea come indossasse «una maglietta arancione, un paio di jeans e scarpe da ginnastica tipo Nike».

C’è poi un particolare che a fini investigativi potrebbe avere una certa rilevanza: «Al lobo sinistro – spiega lo studente – aveva un orecchino di colore nero». Partono le ricerche dello straniero. Vengono avvisate tutte le pattuglie in zona, tutte le volanti, ma non è semplice rintracciare il sospetto poiché ormai sono trascorse più di due ore dal fatto.

Vengono controllati il Terminal Traghetti e la zona di via Gramsci, ma del maghrebino con la maglietta arancione nessuna traccia. Vani risultano i tentativi di rintracciare l’iPhone 6rubato a Marco: risulta staccato.

Dell’accaduto viene informata anche la Procura della Repubblica e il caso è affidato al sostituto procuratore Giuseppe Longo, che apre un’inchiesta per rapina e violenza su minorenne. Il pm dispone una serie di accertamenti tra cui il sequestro delle telecamere di via Alizeri, che potrebbero aver ripreso il tentativo di violenza . L’indagine viene delegata ai carabinieri del nucleo investigativo, dove esiste una squadra di militari specializzata in questo genere di indagini.


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