Cronaca Italia

Genova. Chiede aumento al suo capo, lui lo accoltella a morte

Genova. Chiede aumento al suo capo, lui lo accoltella a morte

Genova. Chiede aumento al suo capo, lui lo accoltella a morte

GENOVA – Accoltellato a morte per aver chiesto un aumento al suo capo. Un giovane fornaio di 25 anni, Hamady Diallo, è stato assassinato dal titolare del panificio “Il Granaio” in cui lavorava in corso Buenos Aires a Genova. Eryon Veizay, albanese di 34 anni e titolare del panificio naturalizzato italiano e conosciuto come Andrea, quando ha visto il giovane originario del Mali chiedergli un aumento di stipendio ha perso la testa, ha preso un cacciavite e lo ha colpito più volte la mattina del 5 gennaio.

Alessandro Ponte sul quotidiano Il Secolo XIX scrive che Diallo da giorni discuteva con il suo capo per richiedere un aumento di stipendio. Anche la mattina del 5 gennaio i due hanno iniziato a litigare, ma la lite è degenerata e il panettiere ha afferrato un cacciavite e ha colpito al torace la vittima almeno una volta:

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“L’omicidio è avvenuto intorno alle 5 ed è stato lo stesso panettiere a chiamare poi la polizia. Gli agenti hanno inviato sul posto il 118, ma quando il personale medico è arrivato ha solo potuto constatare il decesso. Il panettiere è stato arrestato dopo un lungo interrogatorio. Nel panificio, per ricostruire la dinamica dell’aggressione, sono intervenuti anche i poliziotti della scientifica. Pochi giorni fa Veizay aveva litigato con un altro panettiere che lo aveva accusato di concorrenza sleale.

Agli agenti l’assassino ha raccontato di aver avuto una discussione con il 25enne e colto da un momento di ira, mentre entrambi si trovavano all’interno del laboratorio del forno, ha afferrato un coltello e lo ha colpito diverse volte. La vittima ha cercato di difendersi a mani nude ma l’omicida, in preda a un raptus, ha impugnato anche un cacciavite sferrando l’ultimo colpo. Il 34enne, resosi conto della gravità del suo gesto, ha chiamato la polizia e ha atteso l’arrivo delle volanti all’interno del panificio vicino al corpo della vittima.

Durante l’interrogatorio, Veizay ha spiegato di avere «perso la testa», confermando che «litigavamo da un paio di giorni: mi chiedeva un aumento, ma io non ero nelle condizioni di darglielo». La tragedia ha sconvolto tutti i commercianti della zona, che conoscevano il titolare del panificio, sposato e con un figlio di 3 anni: tutti lo descrivono come un uomo «buono, pacato, gentile e disponibile». Nessuno si sarebbe immaginato che potesse arrivare a tanto”.

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