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Genova, confine conteso: Francesco Larosa ucciso. Il video

GENOVA – Prima le grida e la discussione che si fa sempre più animata, poi un uomo estrae il coltello e ne ferisce un altro. Il sangue sgorga, inutile cercare di fermarlo con l’asciugamano. Francesco La Rosa, 65 anni, è stato ucciso a coltellate dal fratello del cognato Roberto Bruzzese per banali motivi: una lite sul confine. Accade a Pontedecimo, ai confini della Grande Genova, nella valle del Polcevera ora quasi in secca, fra fabbriche e capannoni abbandonati, centro commerciali sorti al posto delle industrie, dove si intrecciano lingue e dialetti: si sente uno che parla romeno, si sente una donna che parla genovese.

Le immagini shock del brutale omicidio sono state pubblicate in un video dal Secolo XIX, che le ha ricevute in esclusiva da un residente che, una volta sentite le grida, ha preso il suo smartphone e ha iniziato a girare un filmato:

“Le voci concitate di un dissidio diventano urla, insulti, dolore: questo (e solo questo) si può solo immaginare. Poi una persona, da un palazzo di fronte, intuisce che sta succedendo qualcosa di molto grave. E decide di fissare gli eventi: inizia a filmare. È una decisione istintiva e il video, che è stato consegnato al Secolo XIX, pur girato da notevole distanza, è drammatico. Siamo a Pontedecimo alle spalle di Giangiò, il centro all’ingrosso specializzato in giocattoli per l’infanzia. Si vede la casa della famiglia Larosa, a destra spiccano il verde dei campi e del bosco retrostante, quel fazzoletto di terra per il quale si è consumato un delitto assurdo.

La prima inquadratura: si vede un uomo, Francesco Larosa, a terra dietro alla grata di un cancello con una persona accanto che gli tiene la testa, il sangue cola dal collo. Nel frattempo qualcuno è corso in casa, probabilmente un parente che porta un asciugamani per tentare di frenare l’emorragia: gli viene posto delicatamente dietro alla testa. Attorno, i presenti sono visibilmente agitati ma ancora non è chiara la dimensione dell’orrore. Il silenzio è spezzato dalle sirene: arrivano un’ambulanza e poi altre pattuglie della polizia, poi sopraggiungeranno anche i carabinieri.

Sono stati gli stessi parenti che avevano portato l’asciugamani a telefonare col suo cellulare. Ma l’uomo a terra è ormai privo di vita, viene coperto con un lenzuolo bianco. È il segno evidente che, per lui, non c’è più nulla da fare”.

Per vedere il video pubblicato dal Secolo XIX clicca qui.


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