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Genova. Genitori litigano, tribunale gli toglie i figli

I genitori litigavano e si picchiavano davanti ai figli. I bimbi sono stati allontanati da casa su ordine della Procura e affidati ad una comunità

GENOVA – I genitori litigano tra loro e si picchiano. Insulti, spintoni e percosse che andavano avanti incuranti del fatto che i loro figli assistessero alle scene, pur non essendone mai coinvolti. Nel 2013 la donna, 45 anni, denunciò il marito di 38 anni per maltrattamenti e dopo la seconda denuncia nel 2014 i carabinieri hanno indagato sul caso e la Procura ha deciso di allontanare i bambini dalla casa che era diventata teatro dei continui litigi tra i genitori e di affidarli ad una comunità.

Matteo Indice sul Secolo XIX scrive che nonostante i due fratelli di 7 e 8 anni non siano mai stati picchiati, le continue liti tra i genitori sono un caso di “violenza assistita” e così la Procura ha ordinato l’allontanamento dalla casa per essere accolti in una comunità:

 

“Per ricapitolare la vicenda bisogna ripartire dalla fine dell’anno scorso, quando i militari intervengono nell’abitazione dove vive la coppia. È stata la moglie a chiedere aiuto, sostenendo d’essere stata maltrattata dal coniuge, dopo che già alla metà del 2013 lo aveva denunciato. I due continuano a vivere insieme, sebbene la relazione risulti molto deteriorata: lei è casalinga, lui operaio che si arrangia con vari lavoretti in zona.

Gli inquirenti, insieme agli operatori dei servizi sociali, ricostruiscono un quadro che non è evidentemente limitato a una situazione estemporanea. Ed è proprio questo, aldilà delle iniziative che verranno poi adottate dagli assistenti sociali, l’aspetto su cui si concentrano di più nella ricostruzione trasmessa al sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà. Spiegano che quella subita dai due fratelli di sette e otto anni è una classica forma di «violenza assistita», quasi abituale in quell’appartamento. E che nonostante non vi siano mai state aggressioni fisiche ai bambini, il comportamento va comunque sanzionato, perciò scatta l’indagine per maltrattamenti in famiglia.

I bimbi nel frattempo vengono affidati a una comunità poco lontana, dove trascorrono la notte e dalla quale ogni giorno si recano a scuola, sebbene i genitori abbiano la possibilità d’incontrarli spesso”.


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