Cronaca Italia

Genova, incendi sui monti: la Regione ha un elicottero, bloccato dal vento. E i Canadair? In arrivo…

Genova, incendi sui monti: la Regione ha un elicottero, bloccato dal vento. E i Canadair? In arrivo...

Genova, incendi sui monti: la Regione ha un elicottero, bloccato dal vento. E i Canadair? In arrivo…

GENOVA – Incendi a catena, da est a ovest, sulle alture di Genova. Casualità? Dolo? Nessuno si sbilancia. Sono 24 ore che fiamme e fuoco si levano dalle ultime pendici dell’Appennino. Si tratta solo di una coincidenza? O è qualcosa di più serio, se non grave, qualcosa di coordinato e premeditato?

Nessuno ha ancora messo in evidenza come in una regione così esposta agli incendi come la Liguria, ci sia un solo elicottero in dotazione alla Regione e non si sappia molto neppure dei Canadair, gli aerei antincendio. Ora proibiscono anche di tagliare la legna con le motoseghe. Ma dopo gli incendi, mai prima.

I genovesi hanno paura. Molti hanno passato la notte contemplando le fiamme che avevano trasformato il monte Fasce e il monte Moro, le due montagnole a est del centro città, in bracieri che ricordavano l’Etna in eruzione.

Sono state sgombrate case, chiusi tratti di autostrada. Le aree coinvolte sono limitate, forse si tratta solo di contadini cui è sfuggito il controllo delle fiamme con cui, di questi tempi, bruciano sterpaglie e immondizie. Il vento aiuta le fiamme a diffondersi e mantenersi. Dai primi giorni di gennaio 2017 sono andati in fumo 50 ettari di bosco, di cui 20 ettari sul Monte Moro e Monte Fasce, a Genova, 10 ettari ad Andora (Savona), roghi si sono registrati anche nell’Imperiese. Gli incendi di Genova sembrano però qualcosa di diverso.

Intanto tre scuole sono state chiuse in Val Varenna perchè minacciate dalle fiamme. La decisione di non far svolgere le lezioni è stata presa autonomamente dai dirigenti scolastici. Lo rende noto l’assessore comunale alla Scuola Pino Boero. Le scuole sono la Scuola dell’infanzia Val Varenna, la Scuola media Alessi e il Liceo Mazzini in piazza Bonavino. Due persone sono state sfollate dalla loro abitazione e ricoverate in ospedale. Tra Pegli e la Val Varenna operano 3 Canadair, un elicottero, 40 volontari, squadre di vigili del fuoco.

L’incendio sui monti di Genova ha avuto inizio a Nervi, alla estremità di Levante, la mattina del 16 gennaio. Sembrava tutto risolto, quando, alle 6 del mattino del 17 gennaio, hanno preso fuoco i monti dietro Pegli, all’estremo opposto, a Ponente.

Dopo una giornata, quella del 16 gennaio, passata a minimizzare, il disagio aumenta. E “arrivano” i Canadair. Cosa vuol dire? Che in Liguria non ce ne sono? Erano fermi? Erano in missione. Intanto dai pochi sfollati di ieri, si sale a circa 300, destinati ancora a crescere.secondo una notizia Ansa del 17 mattino che riporta una prima stima ufficiosa degli sfollati nel quartiere di Pegli.Sulla zona stanno operando due Canadair e le squadre di Vigili del fuoco e dei volontari antincendio. Sono i Canadair il cui arrivo, accompagnato da quello di un elicottero, è stato annunciato dal Secolo XIX? C’è anche un elicottero antincendio della Regione Liguria, uno, che però non viene fatto decollare per ragioni di sicurezza, il vento è troppo forte.

Il valore simbolico alto.

Anche se probabilmente non c’è collegamento fra i vari incendi, sembra un segnale al mondo: Genova brucia.

Gli incendi hanno colpito gli estremi di questa strana città, sviluppata lungo la costa del mare su un arco di una ventina di chilometri. In autostrada sono 35 chilometri. In profondità, da mare a monti, nella parte più antica, sono circa 5 chilometri.

Manca lo spazio, la città si arrampica sull’Appennino. Era nata al fondo di un golfo in cui da migliaia di anni le navi trovano approdo sicuro. Era un hub per le merci dall’oriente, destinate a un lungo viaggio a dorso di mulo verso i mercati del Nord, Italia e Europa. Ai due lati della città vecchia, le valli Polcevera, a ovest, e Bisagno, a est, si addentrano per chilometri. A Ovest il letto dove è nata l’industria siderurgica e meccanica italiana nell’800, con la combinazione delle materie prime dal mare e della manodopera affamata dei paesi dell’entroterra prima e dal sud poi. Visioni titaniche di Titani che hanno fatto l’Italia. Vedendo il piccolo cabotaggio dei loro discendenti, si capisce l’entropia. Ne è simbolo il sindaco, Marco Doria, discendente quasi diretto di quel grande ammiraglio e pirata Andrea Doria che nel ‘500 avviò quel secolo d’oro al cui mito ancor oggi i genovesi si riscaldano un po’.

Ai due estremi, sul mare, Pegli e Nervi, a chiudere l’arco di quella che fin dal 1358 Francesco Petrarca definì Superba. Ora è rimasto il nome di un palazzo su in Corso Magenta, a Castelletto, di qualche associazione sportiva, del giornale del Dopolavoro Ferroviario e di un bed and breakfast.

Sulle alture di Nervi c’è Sant’Ilario. Vi lavorò Rodolfo Valentino prima della avventura di Hollywood. Ora ci abita Beppe Grillo.

A quei due estremi, tra lunedì 16 e martedì 17 gennaio, si sono sviluppati quegli incendi che, senza fare grandi danni hanno provocato tanto scompiglio. Dopo una giornata passata a minimizzare, comunque, i preposti si sono mossi.

Le ultime notizie riguardano l’impiego dei Canadair, gli aerei specializzati per lo spegnimento degli incendi. Le cronache parlano di “arrivi” dei Canadair sulla Liguria. Riferisce l’Ansa, alle 9,05 del 17 gennaio che si è alzato in volo il primo Canadair subito dirottato sull’incendio di Pegli, nel ponente di Genova. Un altro o forse altri due Canadair dovrebbero giungere entro pochi minuti a Genova da altre regioni sia per fronteggiare l’incendio di Pegli che per aiutare nella bonifica dell’incendio che ha bruciato la collina di Nervi.

L’incendio di Pegli è divampato alle 6.15 del 17. In Val Varenna, alle spalle di Pegli, riferiva l’Ansa all’alba, una famiglia di due persone è stata sgomberata. L’autostrada A10 in direzione di Genova è stata chiusa con uscita obbligatoria al casello di Voltri. Poi l’affare si è ingrossato. Le fiamme stanno interessando la zona popolare di via Salgari, densamente abitata, dove i disagi sono molto elevati anche per il traffico. E gli sgomberi si contano a centinaia.

È stata bloccata di nuovo, dalle 5.30 del 17 anche l’autostrada a levante, fra i caselli di Recco e di Nervi, a causa del fumo che arriva dalle montagne circostanti. Davano tutto per risolto.L’incendio di Nervi, pur essendo molto esteso, durante la notte è stato fronteggiato dai vigili del fuoco e i volontari delle squadre anti-incendio: non ci sono state altre evacuazioni dopo le 13 persone di ieri sera, poi ritornate in tempi brevi nelle case.

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