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Genova: ladro ma ha la famiglia in Italia, non sarà espulso

GENOVA – Ladro, e riconosciuto come tale da una sentenza, ma padre di famiglia. Per questo motivo Fabricio non può essere espulso in Ecuador, suo Paese d’origine. Lo ha stabilito una sentenza del tribunale di Genova al quale si era rivolto l’ecuadoriano dopo che la polizia, a seguito della sua condanna per furto, gli aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno. Ciò avrebbe comportato il ritorno nel Paese d’origine. Ma qui in Italia Fabricio ha moglie e bimbo piccolo, quindi può restare a detta dei giudici. E ovviamente scontare qui eventuali pene. Ne parla Il Secolo XIX:

Il messaggio è chiaro: nel momento in cui si decide se un immigrato può rimanere in Italia, è giusto passare al setaccio la sua fedina penale, ma non si può glissare in toto sullo stato di famiglia. La questura invece non ne aveva tenuto conto e le parole dei giudici Roberto Pupilella, Luca Morbelli e Angelo Vitali lo spiegano senza fronzoli: «Nel caso di specie, il provvedimento impugnato (cioè il rifiuto alla concessione del permesso di soggiorno) non contiene alcuna valutazione circa la natura e l’effettività dei vincoli familiari dell’interessato, che all’epoca del provvedimento era coniugato con una straniera regolarmente soggiornante e in stato di gravidanza». Un caso simile era emerso a Genova nell’ottobre dello scorso anno, quando sempre il Tar concesse la carta di soggiorno (un permesso di lunga durata) a un nordafricano, nonostante un arresto per tentata rapina e una successiva accusa di lesioni. Pure in quel caso – soppesando fra i guai con la legge e le responsabilità familiari – avevano prevalso le seconde, poiché lo stesso nordafricano nel frattempo aveva trovato un lavoro con il quale manteneva moglie e due figli. Alla fine gli era stata garantita la possibilità di restare nel nostro Paese ancorché il suo pregresso fosse quello di un «delinquente».


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