Cronaca Italia

Ghiacciaio Marmolada si scioglie per il caldo: spuntano resti di un militare della Prima guerra mondiale

Il ghiacciaio della Marmolada

Il ghiacciaio della Marmolada con i resti ritrovati (Foto Ansa)

TRENTO – In estate, il ghiacciaio della Marmolada restituisce i residuati bellici della Prima guerra mondiale che nasconde. Ciò è dovuto al  costante ritiro dei suoi ghiacciai perenni. Oltre a questo tipo di “rifiuti”, il ghiacciaio restituisce anche rifiuti “moderni” di ogni tipo: lattine, bottiglie, cavi di vecchi impianti di risalita.

L’ultimo ritrovamento su questo ghiacciaio diviso tra Veneto e Trentino è un “milite ignoto” scoperto nella zona del Passo del Fumo a 2.900 metri di quota. Si tratta del corpo di un militare italiano della prima guerra mondiale, trovato a 2.920 metri di quota. Il rinvenimento dei resti è una conseguenza del ritiro dei ghiacci causati dal gran caldo dell’estate: il cadavere è stato intrappolato per cento anni nella zona della del passo della Val di Fumo, uno degli scenari della cosiddetta “guerra bianca” combattuta in alta quota tra l’esercito italiano e quello austro ungarico tra il 1915 e il 1918.

Le spoglie del militare sono state riportate a valle con una operazione coordinata tra Carabinieri e soprintendenza dei beni archeologici della Provincia di Trento. Nei prossimi giorni verranno analizzati i resti di dare un nome e un cognome al milite ignoto: utili al riguardo potranno rivelarsi le mostrine dell’uniforme che potranno far capire il reggimento di appartenenza del militare,  o altri eventuali documenti che il ghiaccio ha conservato per un secolo.

A giorni intanto partirà una campagna organizzata dal Comune di Alba di Canazei, cui seguirà, dal 21 agosto, un’operazione promossa dalla Società funiviaria Tofane-Marmolada, che in collaborazione con i reparti alpini bellunesi e numerosi volontari, dovrà fare piazza pulita di tutto il materiale che continua ad affiorare sulle pendici della montagna.

Alla campagna ha aderito l’associazione ambientalista Mountain Wilderness, da sempre in prima linea per la difesa della Marmolada. “E venuto il momento di condividere questo percorso e superare le passate divergenze, ci vuole un’alleanza per costruire una Marmolada di qualità”, dice il presidente onorario di Mountain Wilderness, Luigi Casanova.

l primo campo estivo degli ambientalisti fu organizzato a Rocca Pietore, sul versante bellunese, nel 1988. Poi, nel 2003, un anno dopo l’accordo tra Trentino e Veneto sui confini della Marmolada, la Provincia autonoma di Trento avviò una prima campagna di pulizia utilizzando gli operai dei bacini montani. Obiettivo il recupero dei residuati di guerra lasciati affiorare dal ghiacciaio: gavette, posate, scarponi, reticolati, bombe, fucili e baionette.

Con gli anni la Marmolada è cambiata. Ora la coperta bianca è sempre più corta: in 100 anni il ghiacciaio perenne è passato dai 420 a 214 ettari e lascia affiorare nuovi ‘tesori’ dormienti e protetti da oltre un secolo dalla coltre bianca. Sono i resti della residenza attorno ai tremila metri dei militari che hanno sfidato la morte durante la prima guerra mondiale. Ciò che affiora porta anche il senso della tragedia di un secolo fa: nell’agosto 2010 vennero trovati i resti mummificati di un soldato, in seguito identificato come italiano. Dal ghiacciaio che si ritira è affiorato anche un vecchio forte che assieme agli altri reperti bellici sta facendo gola a decine di ‘recuperanti’ che stanno marciando sulla grande montagna. Una ricerca dell”oro arrugginito’ che i carabinieri, per quanto possono, cercano di arginare effettuando controlli.

To Top