Blitz quotidiano
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Giacomo Talpo si accascia e muore alla fermata del bus: nessuno interviene

PADOVA – Si è sentito male alla fermata dell’autobus a Conselve (Padova), si è accasciato e non si è più ripreso. E’ morto così Giacomo Talpo, pensionato 63enne di Anguillara Veneta, nell’indifferenza generale dei passanti. A decine lo hanno visto in quella posa innaturale sulla panchina della pensilina, ma nessuno si è preso la briga di intervenire o chiamare i soccorsi. L’unico ad accorgersi di lui è stato Claudio Pavin, titolare del bar che ti trova dall’altro lato della strada: è corso a vedere che cosa stesse accadendo, quindi ha chiamato il 118. Ma all’arrivo dei soccorsi per l’uomo non c’era più nulla da fare: Giacomo era già spirato da un’abbondante mezzora, stroncato da un infarto che non gli avrebbe lasciato alcuna via di scampo.

O almeno questo è quanto hanno spiegato i medici ai carabinieri e poi al sostituto procuratore Daniela Randolo, magistrato di turno a Padova che ha subito disposto la restituzione della salma alla famiglia. Cosa lo abbia reso invisibile agli occhi dei passanti, resta un mistero: i più avranno pensato che si fosse addormentato. Seppure in quella posa strana, inginocchiato sulla panca sotto la pensilina. Qualcuno avrà temuto che fosse ubriaco. Ironia della sorte Giacomo Talpo, era per giunta astemio.

Se ne è andato in silenzio e in solitudine, così come aveva trascorso la sua intera esistenza. I carabinieri di Conselve hanno provato a ricostruire le sue ultime ore: in paese era arrivato da solo, col bus, per portare le analisi del sangue all’ospedale come faceva tutti i mesi. Quindi era tornato ad aspettare la corriera che lo avrebbe riportato a casa. Ma lì si è consumato il suo dramma, mentre il mondo gli passava davanti senza degnarlo di uno sguardo.