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Giallo: “Marco Prato ha drogato tanti giovani e…”

ROMA – “Marco Prato è una persona in grado di manipolare gli altri. Aveva vari profili sui social network e si vantava di poter avvicinare maschi etero, convincendoli a fare con alcol e droga. Anche io sono stato stuprato da lui, la sensazione più brutta è stata il voler fermare tutto e non riuscirci. Ancora oggi mi chiedo come possa essere accaduto”. E ancora: “Dopo essersi appartato con Prato, il mio amico non era neppure in grado di reagire. Non riusciva neanche a rispondere al telefono per tornare a casa”. A rilasciare queste sconvolgenti testimonianze agli inquirenti che indagano sul delitto di Luca Varani, il giovane torturato e ucciso a Roma durante un festino a base di alcol e droga, sono stati tre conoscenti di Marco Prato, uno dei due assassini in cella per il delitto. A riportare queste testimonianze è il settimanale Giallo. Sono state queste testimonianza, come scrive il settimanale, a convincere i giudici del Tribunale del Riesame a non concedere gli arresti domiciliari all’uomo.

I racconti dei giovani, scrive Chiara Prazzoli, sono tutti uguali e atroci e rispecchiano anche quanto ha raccontato Manuel Foffo, complice nell’atroce delitto. L’uomo, infatti, ha subito detto di essere stato ricattato da Prato. “Aveva un nostro filmino , ripreso a mia insaputa, durante l’unico rapporto che avemmo, a Capodanno”.

Le testimonianze raccolte da Giallo sono drammatiche: “Prato li faceva bere, spesso cocktail misteriosi e potentissimi, li convinceva ad assumere cocaina, quindi li costringeva a fare e li riprendeva con il telefonino a loro insaputa (…)”.

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