Cronaca Italia

Gianluca Di Gioia avvelenato in Laos. Il fratello: “E’ uscito dal coma”

Gianluca Di Gioia avvelenato in Laos. Il fratello: "E' uscito dal coma"

Gianluca Di Gioia avvelenato in Laos. Il fratello: “E’ uscito dal coma”

MILANO – E’ uscito dal coma Gianluca Di Gioia, il turista italiano di 36 anni avvelenato e rapinato mentre si trovava in vacanza in Laos. Lo ha reso noto il fratello Salvatore che insieme alla madre si trova da alcuni giorni in Thailandia, dove l’insegnate di inglese era stato ricoverato in gravi condizioni a seguito dell’aggressione. “Ha gli occhi aperti, è ancora intubato, ma respira autonomamente – ha spiegato all’Ansa Salvatore – Alla domanda ‘Gialunca ora andiamo a casa’, ha fatto un cenno di sì con la testa, ma ancora non sappiamo se è perfettamente in grado di capire”.

“Muove una parte del corpo – ha aggiunto – ma è ancora presto per dire che conseguenze abbia riportato, i medici al momento non si sbilanciano”. L’aggressione risale a 8 giorni fa. Gianluca è stato rapinato e lasciato per ore per strada sotto la pioggia, svenuto, senza che nessuno si fermasse a soccorrerlo. La notizia si è diffusa in Italia grazie agli amici che hanno creato su Facebook il gruppo “Aiutiamo Gianluca (Il Digio)” per raccogliere i soldi necessari a sostenere le spese della famiglia e il trasferimento in Italia del giovane appena le sue condizioni lo permetteranno. Finora sono stati trovati 100 mila euro.

Gianluca, insegnante di inglese a Venegono Inferiore (Varese), dove vive, era partito per il Laos da solo all’inizio di agosto. Ama molto viaggiare, come riferiscono i suoi amici, e non era la prima volta che organizzava viaggi del genere. Il giovane si trova ora ricoverato al Bangkok Hospital di Udon Thani in Thailandia. L’Ambasciata d’Italia a Bangkok, in stretto raccordo con la Farnesina, sta seguendo sin dall’inizio il caso. Cosa sia successo negli ultimi giorni di vacanza è ancora da accertare.

Gianluca forse era in compagnia di persone conosciute sul posto che lo hanno ingannato. Non presenterebbe particolari ferite, a parte una botta in testa, forse causata dalla caduta per terra. Anche per questo si è ipotizzato che i suoi aggressori lo abbiano avvelenato per poi portargli via cellulare, carte di credito e i pochi soldi che aveva, ma non il portafoglio con i documenti. Le sue condizioni migliorano lentamente ma non sarà in condizioni di essere trasferito in Italia ancora per giorni.

Sullo stesso gruppo, che aveva lanciato la mobilitazione, il fratello Salvatore ha fatto sapere che non c’è più bisogno di continuare la sottoscrizione. “Amici e conoscenti di Luca vi ringraziamo a tutti per la generosità e affetto dimostrato – ha scritto -. Vi chiedo di NON effettuare più donazioni perché abbiamo ottenuto sufficienti fondi. Per favore diffondere il più possibile”.

 

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