Cronaca Italia

Gianni Di Rocco, clochard diventa milionario: “Con l’eredità di zia aiuterò quelli come me”

Gianni Di Rocco, clochard diventa milionario: "Con l'eredità di zia aiuterò quelli come me"

Gianni Di Rocco, clochard diventa milionario: “Con l’eredità di zia aiuterò quelli come me”

GENOVA – Questa è la favola del clochard che diventa milionario grazia all’eredità di una vecchia zia. Ma non è finzione, bensì la nuova realtà di Gianni Di Rocco, senzatetto di Rapallo (Genova), dove viveva da una decina d’anni. Per anni ha vagabondato per strade e stazioni, dopo aver perso tutto al casinò. Con la scomparsa di una vecchia zia di Teramo Gianni spera di avere un’altra chance per rimettersi in carreggiata.

L’incredibile storia è raccontata da Silvia Pedemonte sul Secolo XIX. “Sto partendo per Teramo – ha detto il clochard al quotidiano ligure – e solo lì, all’apertura del testamento, potrò saperlo. Mi ha telefonato mia cugina: l’eredità comprende appartamenti, terreni e denaro ma non sono l’unico beneficiario”. Da milionario, giura, aiuterà chi vive in strada come lui.

Scrive Il Secolo XIX:

Ultimo dopo tre sorellastre (con in comune il padre, differente la madre), nel 1994 Di Rocco taglia i ponti con la provincia, che gli va stretta. Gli studi in Sociologia a Urbino, «dove mi sono laureato»; la rotta puntata dritta verso «l’Austria, la Germania, la Francia, la Spagna»; l’arrivo a Milano. Gianni Di Rocco non ha un lavoro. E presto, complice il vizio del gioco, si «mangia» tutti i soldi che ha. Tutti. «Mi sono bruciato fino all’ultimo spicciolo, giocando al casinò». A Milano, trova un porto sicuro nella Exodus di don Mazzi. «Vizio del gioco a parte, non ho avuto altri problemi. Non sono mai andato in galera, credo nella legalità».

Negli ultimi 13 anni, la vita ha portato Gianni Di Rocco qui, a Rapallo. Fra strada, stazione, la mensa di chi ha bisogno della Basilica, con don Stefano Curotto. «La strada è dura. Per me non è stata una scelta, ma una conseguenza, non avendo più nulla. In questi anni ho visto tante persone non farcela. Morire». Per la sua nuova vita Gianni Di Rocco parte in treno con una camicia azzurra, un paio di pantaloni sul beige/verde e uno zainetto in spalla. Null’altro. L’abbraccio al sindaco Carlo Bagnasco, che è «stato un vero amico». Il saluto a don Stefano Curotto. E una promessa: «Non scorderò don Stefano Curotto che fa tantissimo per i senza tetto. Darò indietro il bene che ho ricevuto».

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