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Gigi D’Alessio e la scorta “abusiva”: condannati poliziotti e avvocato

NAPOLI – Una scorta abusiva per il cantante Gigi D’Alessio, trasportato nell’auto della polizia senza autorizzazioni, ma anche intimidazione ai pusher e ai detenuti, che dopo l’arresto venivano indirizzati dagli stessi poliziotti ad un avvocato “di fiducia” che potesse assisterli. Alcuni agenti della polizia, spacciatori e anche un avvocato sono stati così condannati a pene tra un anno e 15 anni di carcere per vari capi di accusa.

Mary Liguori sul quotidiano Il Mattino scrive che l’inchiesta “divise sporche” sembrava destinata ad archiviarsi dopo un errore del gip, che portò alla scarcerazione di tutti gli indagati, ma ora il sostituto procuratore Luigi Landolfi ha ottenuto la condanna degli imputati processati in abbreviato e inoltre il gup Barbara Taglialatela ha inflitto pene più dure di quelle chieste dal pm:

“È il caso dell’agente Alessandro Albano: ha incassato 6 anni a fronte di una richiesta di 4. Sua l’iniziativa di scortare D’Alessio, sua la rete di contatti e copertura per gli spacciatori. Il gup ha riconosciuto colpevole di concorso in abuso d’ufficio l’avvocato di Marcianise Giuseppe Foglia: il suo «sponsor» era il poliziotto Albano che indirizzava verso il suo studio legale le persone che arrestava. Foglia ha incassato un anno e 8 mesi con pena sospesa.

Condannato anche l’altro agente finito nel mirino della Dda, Domenico Petrillo, accusato di peculato (sempre per l’uso improprio dell’auto di servizio) che si è visto infliggere 3 anni e 8 mesi. Il verdetto più pesante è stato quello emesso nei confronti di Giuseppe Liberato, uno degli spacciatori: 15 anni e 2 mesi”.

Non è andata meglio a Donato Bucciero, che era a capo di uno dei due gruppi di pusher sgominati dalla polizia di Caserta e che in un secondo momento ha collaborato con la Procura dopo l’annullamento del primo processo:

“Nonostante ciò, Bucciero è stato condannato a 13 anni e 8 mesi di reclusione. Quanto agli altri pusher, ecco le condanne: 7 anni per Pasquale Piccirillo, 5 per Daniele Pugliese, 6 per Michele Iafulli, 7 per Roberto Delle Curti, 4 e 6 anni a Rosa e Immacolata Bencivenga, 2 ad Antonio Cirillo, un anno e 4 mesi a Marta Maria Coccoli e Fabio Verazzo, 5 anni e 4 mesi a Francesco Di Saverio, 7 anni e un mese a Pasquale Piccirillo, 4 anni e 8 mesi a Francesco Trillicoso. L’unica assolta è Isabella Laddaga la cui posizione, marginale, è collegata a quella del marito Nunziante Camarca, il terzo poliziotto indagato e sotto processo ordinario insieme all’ex consigliere comunale Paride Amoroso e a Lulieta Hoxha.

Le indagini, delegate dalla Dda alla squadra mobile di Caserta, portarono alla luce uno scenario a tinte fosche secondo il quale i due gruppi di pusher che rifornivano professionisti e studenti della Caserta bene, riuscivano ad evitare controlli e sequestri, e quindi l’arresto, grazie alla complicità dei poliziotti indagati. Oltre alle vicende connesse alla droga, emersero altri episodi, contestati agli altri indagati. Storie di accessi abusivi ai database delle forze dell’ordine per compiacere le richieste degli spacciatori, patti (per ora solo presunti) il patto tra uno degli agenti e l’avvocato Foglia, finalizzato a fare in modo che il primo fornisse clienti al secondo. Nel collegio difensivo sono stati impegnati, tra gli altri, gli avvocati Angelo Raucci, Mariano Omarto, Simona Lai, Giacomo Tartaglione e Romolo Vignola”.


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