Blitz quotidiano
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Gigi D’Alessio: “Pena di morte per chi tocca i bambini”

ROMA – Pedofili? Gigi D’Alessio vorrebbe la pena di morte. “Più della castrazione chimica io metterei proprio la pena di morte“. Non usa mezzi termini il cantante, ospite domenica sera al ‘Maurizio Costanzo Show’, per parlare della a, dopo che il tema era stato introdotto da uno degli ospiti di Costanzo, il ballerino Stefano De Martino, che parlando di reati e violenza sui minori aveva detto: “Trovo giustificazione a molti reati ma chi tocca un bambino non ha motivo di stare nel nostro stesso mondo”. Più tranchant il commento di D’Alessio: “Sono persone che devono morire – conclude il cantante napoletano – Non si può fare del male a un bambino”.

Gigi D’Alessio a marzo ha suscitato polemiche perché è stato invitato come relatore al convegno su ecoreati e terra dei fuochi, una presenza non gradita dagli avvocati presenti. C’è chi ha chiesto di revocare l’incontro per la presenza del cantante, che risulta indagato per aver rubato un rullino ad un paparazzo. C’è chi invece non è rimasto turbato dalla presenza di Gigi D’Alessio e avrebbe voluto far continuare il convegno. A parlare a Repubblica è Gennaro Demetrio Paipais, presidente dell’Unione dei giovani penalisti, che spiega perché i colleghi avvocati non hanno gradito la presenza del cantante:

“Eppure dovrebbero essere proprio loro – ha detto Paipais – a conoscere il principio di presunzione di innocenza, prenderò provvedimenti nelle sedi opportune”. Dal canto suo, D’Alessio ha raccontato la sua esperienza di impegno per la Terra dei Fuochi e delle difficoltà che ha incontrato. “Abbiamo raccolto fondi con il concerto davanti alla Reggia di Caserta e siamo riusciti a donare un’ambulanza per l’emergenza neonatale – ha affermato l’artista – eppure al momento è ferma e non si sa il perché”. “Io ho fatto quello che dovevo e allo sponsor proposi la mia faccia in cambio di un aiuto per il territorio, cosa che è stata fatta – ha aggiunto -. Loro hanno devoluto 30 centesimi a confezione e abbiamo raccolto 500 mila euro, eppure il giorno dopo il concerto ci hanno detto che avevamo inquinato con le bottiglie di plastica”. E ancora: D’Alessio ricorda di aver iniziato a raccogliere fondi per il pronto soccorso dell’ospedale Santobono-Pausillipon e il suo impegno per l’ospedale Moscati di Aversa. Resta però il rammarico: “Non ho fatto nulla”. “Spero che nessuno abbia mai bisogno di quell’ambulanza ferma – ha sottolineato – e questo al di là dell’aver cancellato il mio nome”. Fatto sta che “dopo quel gossip, è successo che dalle aziende ho ricevuto solo rifiuti”. “Io propongo loro di spendersi per il territorio e loro mi dicono di no – ha concluso – le aziende non vogliono più investire”.