Blitz quotidiano
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Gino Pollicardo-Filippo Calcagno: Ci siamo liberati da soli

ROMA – “Siamo stati picchiati e minacciati, a volte ci hanno lasciato per giorni senza cibo, alla fine siamo riusciti a liberarci da soli“: secondo quanto trapelato dalla procura, sono questi alcuni dei passaggi del drammatico racconto di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, i due ex ostaggi tenuti prigionieri in Libia per mesi e finalmente arrivati a Roma, all’aeroporto militare di Ciampino, domenica.

I due sono stati ascoltati dai pm e hanno riferito di aver appreso solo al rientro in Italia della morte dei due compagni di prigionia. Inoltre hanno rivelato di aver cambiato due diverse prigioni in questi mesi, entrambe nella zona di Sabrata. I sequestratori non sarebbero dell’Isis e nel gruppo c’era anche una donna.

Ilaria Sacchettoni per il Corriere della Sera riporta:

I due tecnici italiani della Bonatti rapiti in Libia sono giunti allo scalo romano alle ore 5, dopo essere partiti verso le 3:30 dall’aeroporto di Mitiga a Tripoli, a bordo di un’aereo speciale. Ad accoglierli sulla pista il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che si è intrattenuto alcuni istanti con loro e li ha abbracciati, ed il generale Giuseppe Governale comandante dei Ros. Ora i due si trovano negli uffici della Procura, ascoltati dagli investigatori.

Dopo le autorità è il momento del ricongiungimento con i familiari: la moglie di Pollicardo, Ema Orellana, e i figli Gino junior e Jasmine; emozionatissimi anche Maria Concetta Arena, moglie di Calcagno, giunta a Ciampino insieme a i figli Cristina e Gianluca. Sbarbati, stanchi e visibilmente provati, i due tecnici hanno a stento trattenuto le lacrime.


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