Cronaca Italia

Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, sopravvissuti mangiando neve e ghiaccio

Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, sopravvissuti mangiando neve e ghiaccio

Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, sopravvissuti mangiando neve e ghiaccio (foto Facebook)

FARINDOLA – Sono rimasti 58 ore sotto quel che rimaneva dell’Hotel Rigopiano a mangiare neve e ghiaccio per sopravvivere. Giorgia Galassi e il suo fidanzato Vincenzo Forti sono due dei sopravvissuti alla tragedia che ha colpito l’albergo travolto dalla valanga.

“Vibrava tutto talmente forte – racconta Giorgia, le cui parole sono riportate per esempio su Today– che per tutto il tempo sono stata convinta che fosse stata una scossa di terremoto non una valanga”. “Ho perso la cognizione del tempo, e non l’ho ancora ritrovata” dice oggi.

“Eravamo completamente tagliati fuori e non sentivamo alcun suono. Le nostre voci rimbombavano, e Vincenzo mi spiegava che era l’effetto della neve, una specie di cassa di risonanza. Avevo proprio questa sensazione di essere chiusa in una scatola, con la neve sopra che copriva ogni rumore. Non ho sentito niente per tutto quel tempo”.

Questo invece il post che Giorgia ha condiviso su Facebook:

Volevo ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per me in questi giorni è che mi sono state vicino con il pensiero .. per me oggi è come una rinascita ! ❣️ grazie a tutti .

Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti dell’hotel Rigopiano, ha raccontato all’amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi:

“E’ stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo”.

“Io sono rimasto senza scarpe – ha aggiunto – Indossavo i leggings che mi aveva prestato la mia fidanzata. In un attimo ci siamo ritrovati in tre in un metro quadrato. Ci siamo abbracciati, nutrendoci di neve. Poco distante si sentivano anche le voci di un altro ragazzo e dei bambini, con cui non è stato possibile comunicare. La paura è stata tanta e abbiamo pregato”.

To Top