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Giornalista rischia 5 anni di carcere per aver scritto sui nidi di falco

PESARO – Giornalista rischia 5 anni di carcere per aver scritto sui nidi di falco. Scrivere che c’è un’inchiesta giudiziaria sui furti di nidi di falchetti per il mercato clandestino può infatti comportare una condanna penale fino a cinque anni di carcere. È quello che è successo a Elisabetta Rossi, cronista di giudiziaria per le pagine del Resto del Carlino di Pesaro, che il 23 giugno scorso aveva firmato un articolo sulla vicenda dei ladri di nidi di falchetto, oggetto di un’inchiesta che procede da circa 7 mesi. La giornalista si ritrova ora accusata di violazione del divieto di pubblicazione di atti coperti da segreto, istigazione alla rivelazione di segreti d’ufficio per un ingiusto vantaggio patrimoniale. Ovvero i 9 euro lordi con cui è stata ricompensata per l’articolo.

Come spiega anche La Stampa, a pochi giorni dalla pubblicazione, gli agenti della Forestale avevano perquisito la casa e le avevano sequestrato il cellulare. Sequestro che, nonostante l’annullamento disposto dal Tribunale del Riesame il 23 luglio, risulta ancora in effetto, visto che il cellulare non è stato riconsegnato. Il 30 luglio poi è stato convocato in Procura anche il caposervizio della redazione di Pesaro, come «persona informata dei fatti». La Rossi è stata anche interrogata perché rivelasse la sua fonte: la giornalista si è avvalsa del segreto professionale che però, essendo iscritta all’albo dei pubblicisti e non dei professionisti, non le è stato riconosciuto dagli inquirenti. Le accuse potrebbero valerle dai 2 ai 5 anni di carcere.

L’Ordine dei Giornalisti – si legge in un comunicato – ricorda che il giornalista non può venire meno al proprio dovere, che è quello di informare correttamente il pubblico: la collega Rossi ha pubblicato notizie di cui era venuta a conoscenza e da lei ritenute interessanti per i lettori”.