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Giosuè Ruotolo, fidanzata Rosaria Patrone chiede patteggiamento: “Ecco cosa vi ho nascosto”

PORDENONE – Rosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo accusata di favoreggiamento nell’indagine sul duplice omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone a Pordenone, ha deciso di chiedere il patteggiamento. “Ma questo non significa che la mia assistita abbia cambiato idea sull’innocenza del proprio fidanzato di allora”, ha spiegato l’avvocato della giovane di Somma Vesuviana (Napoli), Costantino Catapano.

 

“La nostra strategia non è cambiata, ha aggiunto Catapano, non abbiamo mai parlato di accuse infondate circa le azioni esercitate nei confronti delle amiche, ma solo per il favoreggiamento nel duplice omicidio, circostanza che è ormai stata appurata anche nel corso dell’udienza del Riesame”.

Secondo l’avvocato, spiega Il Gazzettino,

“Lo sbaglio di Rosaria – ha spiegato il legale – è stato quello di non voler far trapelare che Ruotolo aveva attivato un profilo social utilizzando una postazione della caserma di Cordenons in cui lavorava. Per quest’unico motivo, la ragazza ha chiesto alle amiche di non farne menzione con gli investigatori, perché non voleva che la circostanza potesse creare disagio a Ruotolo. Un comportamento superficiale e, se vogliamo, nemmeno da considerare reato, in relazione al profilo dell’elemento psicologico che sta alla base di questa richiesta, ma abbiamo pensato che Rosaria, che si è appena laureata in Giurisprudenza, meritasse di uscire da questa vicenda giudiziaria al più presto: per questo, a settembre, sottoporremo l’istanza di patteggiamento, sperando che venga accolta”.

Rosaria Patrone, spiega il Gazzettino, con ogni probabilità verrà chiamata a testimoniare al processo contro Ruotolo, che inizierà il 10 ottobre prossimo a Udine.

“Siamo persuasi che accusa o difesa chiederanno di ascoltarla: in quel caso, sarà un’audizione assistita dall’avvocato, in quanto è imputata di reato connesso”, ha precisato il difensore. Catapano ha ribadito che “nelle sue azioni Patrone non ha mai pensato di poter favorire un assassino, tanto che ancora oggi è persuasa che Giosué sia un bravo ragazzo e che le accuse che lo riguardano cadranno all’esito del processo. Rosaria e Giosué, da quando egli è in carcere, non si sono mai più sentiti, in alcun modo o forma: non è una questione che mi riguarda essere messo a conoscenza dei sentimenti che legano i miei assistiti ad altre persone ma possiamo dire che la relazione è per così dire quantomeno interrotta, tacitamente, di fatto. Non ho parlato di questo con Rosaria, ma una ragazza di 24 anni ha il diritto di poter riabbracciare la vita, uscendo da questa vicenda patteggiando per questa leggerezza – ha concluso – che l’ha spinta a fare pressioni perché non venisse riferita una circostanza che non pensava nemmeno avesse tutta questa rilevanza”.


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