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Giovanni Di Guardo, capitano di Marina, arrestato: “Intascava tangente da 2.500 euro”

TARANTO – Un alto ufficiale della Marina Italiana, il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, direttore di Maricommi Taranto, è stato arrestato nella tarda serata di mercoledì 15 settembre dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti che sarebbero state pagate da alcuni imprenditori per forniture e appalti, e che già nei mesi scorsi aveva portato ad altri arresti in seguito ai quali Di Guardo era stato inviato nella sede del Commissariato della Marina militare jonica.

 

Secondo quanto risulta all’agenzia Ansa, Di Guardo è stato arrestato mentre intascava una tangente di 2.500 euro. Insieme a lui è finito in carcere l‘imprenditore Vincenzo Pastore, sindaco di Roccaforzata (Taranto) e presidente della società cooperativa Teoma, fermato dai finanzieri mentre si trovava con il capitano di vascello in un suo appartamento. La somma sarebbe stata l’acconto di una tangente per l’aggiudicazione di un appalto da 11 milioni di euro inerente il servizio di pulizie, non ancora assegnato.

Di Guardo, spiega in una nota la Marina Militare, è stato precauzionalmente sospeso dall’impiego: “La Marina militare, ribadendo il proprio pieno sostegno all’azione della magistratura, ha incrementato al proprio interno le attività ispettive e di controllo finalizzate a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione per garantire la massima trasparenza e a salvaguardia del personale che presta quotidianamente servizio con spirito di sacrificio e senso dello Stato, compiendo il proprio dovere anche a rischio della vita”.