Blitz quotidiano
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Giovanni Trotta, ex sacerdote, accusato di abusi su 7 bambini

BARI – Giovanni Trotta, ex sacerdote di Bari di 55 anni, è accusato di aver abusato di sette ragazzini tra gli 11 e i 14 anni adescati in chat, su Messenger di Facebook, e convinti in alcuni casi a seguirlo nella sua abitazione per compiere con loro, singolarmente o in gruppo, atti sessuali. La polizia postale di Bari ha notificato a Trotta un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di violenza , adescamento di minori, grafia minorile e divulgazione di materiale pedografico.

L’uomo era stato ridotto allo stato laicale nel marzo del 2012 (e viene da domandarsi come mai, se ci fossero legami con le attuali accuse e in questo caso perché nessuno ha fatto nulla per fermarlo). Nell’aprile del 2015 venne arrestato per presunti abusi sessuali commessi nei confronti di un undicenne, fatti per i quali è ora a processo a Bari con rito abbreviato e sarà giudicato dal prossimo 14 luglio.

I fatti contestati, commessi in due piccoli paesi della provincia di Foggia, risalgono al 2014, epoca in cui l’indagato era già stato ridotto allo stato laicale e aveva cominciato a fare l’allenatore di una squadra di calcio giovanile. Trotta però si spacciava ancora per sacerdote e si faceva chiamare dai bambini e dai loro genitori ‘don Gianni’.

L’uomo è accusato di violenza nei confronti di cinque ragazzini di 12 e i 13 anni, affidati alla sua custodia in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio di bambini, nonché insegnante di lezioni private.

Risponde anche di adescamento di due dodicenni, un ragazzo e una ragazza, attraverso la chat Messenger del loro profilo Facebook. Le vittime delle violenze sessuali sarebbero state tutte maschi, tranne la minorenne “utilizzata dall’arrestato, spiega la Procura, al fine di ottenere materiale pedografico da spendere come esca con i bambini di maschile di cui abusava e che si erano dimostrati più restii a recarsi presso la sua abitazione; dimostrando fintamente interesse per i soggetti di femminile, infatti, Trotta riusciva a convincere anche i minori più diffidenti a recarsi presso la sua abitazione ed a perpetrare i suoi turpi crimini contro l’infanzia”.

I filmati pedografici venivano girati in un soppalco dell’abitazione dell’ex sacerdote e sarebbero stati poi diffusi ai ragazzini attraverso WathsApp: da qui l’accusa di grafia minorile e divulgazione di materiale grafico. Per la Procura di Bari, si tratta di materiale “agghiacciante per i suoi contenuti, sia in relazione alle foto prodotte, che ai contenuti delle chat inviate dall’ex religioso”.