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Gita in moschea per bimbi elementari Sanremo. No genitori

SANREMO (IMPERIA) – Sanremo, la moschea invita gli alunni di una scuola insieme alle loro insegnanti di religione, ma undici genitori dicono di no.

Nelle intenzioni di vertici del centro islamico “Al Hidaya” (La retta via) avrebbe dovuto essere un’occasione per “spiegare la cultura islamica”, come ha detto al Secolo XIX il presidente del centro, El Mostapha Amri. Non c’era obbligo di velo o altro, solo la richiesta di togliere le scarpe prima di entrare nella moschea. Ma molti genitori non l’hanno presa bene e hanno negato l’autorizzazione dei propri figli all’uscita, in un caso motivato esplicitamente il rifiuto con la giustificazione “motivi religiosi”.

E dire che quella visita era stata organizzata proprio con le insegnanti di religione, un’occasione per spiegare anche che cosa ci fosse dietro ai vetri oscurati di quel centro proprio vicino alla scuola inaugurato lo scorso 31 gennaio, come ha spiegato al quotidiano ligure la dirigente dell’  istituto comprensivo Silvia Colombo:

“Ero d’accordo con l’iniziativa e la ritenevo una buona cosa, un modo per approfondire il dialogo, conoscere culture e altri modi di pensare. Prendo atto della decisione di questi genitori, ma una parte della classe andrà e ci sarà modo di rielaborare il tutto in aula”.

Così undici dei settanta studenti non parteciperanno alla visita. Gli altri andranno insieme a sei insegnanti e verranno accolti dal presidente Amri, dal vice presidente Abdelaziz Soummade (entrambi padri di famiglia e residenti in Italia da oltre venticinque anni, sottolinea Andrea Fassione sul Secolo XIX), l’imam Abdelali El Hilali e altre personalità del centro culturale islamico.

“Li aspettiamo per spiegare la nostra cultura e la nostra religione, ma principalmente per rispondere alle domande che vorranno farci. Vogliamo essere un centro “modello”, utile per tutta la città e non solo per il quartiere”, ha spiegato Amri.

 


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