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Giubileo finito, il Papa ha chiuso l’ ultima Porta Santa. 100mila alla cerimonia

ROMA – Papa Francesco, dopo aver pregato in silenzio, ha tirato le ante e ha chiuso i battenti della porta santa di San Pietro, l’ultima ad essere chiusa per il Giubileo della misericordia. Il rito si è svolto nell’atrio della basilica di San Pietro, dove il Papa è entrato in processione, con gli abiti liturgici, mentre veniva intonato l’inno del giubileo, “Misericordes sicut Pater”.

Il Papa, che su Twitter ha scritto “Il Giubileo della Misericordia, che oggi si conclude, continui a portare frutti nei cuori e nelle opere dei credenti”, alla fine della messa firmerà la sua lettera apostolica ‘Misericordia et misera’, indirizzata a tutta la Chiesa “per continuare a vivere la misericordia con la stessa intensità sperimentata durante l’intero Giubileo straordinario”.

“Tanti pellegrini – ha osservato il Papa nella messa conclusiva davanti a circa 100mila persone –  hanno varcato le Porte sante e fuori del fragore delle cronache hanno gustato la grande bontà del Signore. Ringraziamo per questo – ha esortato – e ricordiamoci che siamo stati investiti di misericordia per rivestirci di sentimenti di misericordia, per diventare noi pure strumenti di misericordia. E proseguiamo questo nostro cammino, insieme”. Bergoglio ha invitato a non farsi sedurre dal potere e dal successo, ma a proseguire nell’opera di misericordia: “Quante volte, anche tra noi, si sono ricercate le appaganti sicurezze offerte dal mondo. Quante volte siamo stati tentati di scendere dalla croce: la forza di attrazione del potere e del successo è sembrata una via facile e rapida per diffondere il Vangelo, dimenticando in fretta come opera il regno di Dio. Quest’Anno della misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all’essenziale”.

 

Quindi l’invito a tutti i fedeli a chiedere al Signore “la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza. Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta Santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il cuore di Cristo”.

Bergoglio ha salutato il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e ha ringraziato il governo italiano per la collaborazione: “Saluto con deferenza – ha detto il Papa prima di recitare l’Angelus –  il presidente della Repubblica italiana e le delegazioni ufficiali presenti. Esprimo viva riconoscenza ai responsabili del governo italiano e alle altre istituzioni per la collaborazione e l’impegno profuso. Un grazie caloroso alle forze dell’ordine, agli operatori dei servizi di accoglienza, di informazione, sanitari e ai volontari di ogni età e provenienza”.