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Giulio Regeni, dietrofront Egitto: “Banda killer? Mai detto”

IL CAIRO  – Giulio Regeni, dietrofront Egitto: “Banda killer? Mai detto”. Dietrofront.  Il governo egiziano non ha mai sostenuto che la banda di cinque rapinatori uccisi dalla polizia ”fosse responsabile dell’assassinio” di Giulio Regeni. Lo ha dichiarato il viceministro aggiunto dell’interno Abou Bakr Abdel Karim, secondo il sito del quotidiano Al Masry Al Youm, facendo riferimento al comunicato del ministero in cui si dava notizia del ritrovamento dei documenti di Regeni a casa dei familiari dei banditi. ”La ricerca delle persone coinvolte nella sua uccisione è ancora in corso” ha aggiunto.

Il vice ministro Abdel Karim ha fatto queste dichiarazioni in un’intervista telefonica mandata in onda dalla trasmissione Al-Haya Al Youm sulla rete satellitare Al Haya. Nel comunicato del 24 marzo del ministero dell’interno si affermava che la banda di rapinatori “era dietro all’uccisione dell’italiano” e che il capo della banda criminale aveva nascosto il borsello di Regeni a casa di sua sorella.

Ieri 2 aprile  il governo egiziano aveva già provato a scacciare le ombre di depistaggio o insabbiamento del caso Regeni, assicurando che l’uccisione del ricercatore italiano è stata “un atto isolato” e che l’impegno del Cairo per scoprire la verità è “totale”.

In Italia, tuttavia, i riflettori restano puntati sull’arrivo a Roma martedì prossimo degli investigatori egiziani – che però non hanno ancora confermato – per fornire elementi concreti di collaborazione ai nostri inquirenti. Un confronto ritenuto cruciale, come suggerisce anche l’informativa che terrà alla Camera nel pomeriggio il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.    Il nuovo segnale di distensione dal Cairo, o forse l’ennesimo tentativo di allentare la pressione, è arrivato dal ministro degli Esteri Sameh Shoukri in un’intervista al quotidiano egiziano Al Shourouk. L’uccisione di Regeni ”e’ un atto isolato e bisogna valutarlo in questo quadro considerando la determinazione e l’impegno totale del governo egiziano e degli apparati di sicurezza a continuare gli sforzi per scoprire la verità e arrestare gli assalitori”, ha rimarcato Shoukri.