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Giulio Regeni, foto bunker Cairo dove torturano prigionieri

ROMA – Le immagini della prigione segreta dove vengono torturati e uccisi i dissidenti, e dove con buona probabilità ha finito di vivere Giulio Regeni, sono state pubblicate da L’Espresso e sono agghiaccianti. Si tratta dei palazzoni, o meglio bunker perché sotto terra, del Regime egiziano del presidente Al Sisi e stanno intorno alla periferia del Cairo.  E’ dentro quegli stanzoni che i condannati vengono torturati e uccisi.

Tre persone al giorno, in media, spariscono nella capitale egiziana. E all’inizio del 2016 è sparito per essere poi trovato morto anche il ricercatore italiano Giulio Regeni. Nell’inchiesta esclusiva de l’Espresso, in edicola da venerdì 15 aprile, sono pubblicate le immagini delle prigioni del Cairo (qui le foto dell’Espresso) usate dagli agenti dei servizi segreti al comando di Al Sisi per seviziare e uccidere dissidenti e testimoni. In una di queste celle Giulio Regeni ha passato probabilmente gli ultimi giorni della sua vita, incarcerato, interrogato, torturato e poi ucciso, come riporta L’Espresso.

Lo fa attraverso il racconto di Haitham Ghonie, come Regeni ricercatore, che ha passato anni a raccogliere testimonianze di chi è finito in quei luoghi dell’orrore. Solo dopo il caso Regeni ha però trovato il coraggio di raccontarle al mondo. Ha sempre temuto per la sua vita. “Ho reso tutto pubblico nella speranza di poter riuscire finalmente a dormire”, spiega. “Ogni volta che chiudo gli occhi sento le urla delle torture”.

E nel suo racconto risuonano orribili anche altre parole quelle del generale Mohamed Elfaham, responsabile della prigione Al Aqrab (lo scorpione) a sud del Cairo: “Mi stupisce che resistiate così a lungo. Questa prigione è costruita per fare in modo che chi ci entra o muoia o perda la testa”.

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Il bunker del Cairo dove torturano prigionieri (foto L’Espresso)