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Giuseppe Antoci, agguato mafia: salvo grazie a auto blindata

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SAN FRATELLO (MESSINA) – Agguato mafioso nella notte contro il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci: salvo grazie all’auto blindata. Intorno alle due di notte due persone hanno sparato contro l’auto e la scorta di Antoci lungo la strada statale che collega San Fratello a Cesarò, in provincia di Messina. Un poliziotto della scorta ha risposto al fuoco mettendo in fuga i due. Il presidente e l’agente sono stati condotti per precauzione all’ospedale di Sant’Agata Militello, ma non sono feriti. Antoci stava rientrando da Cesarò dove aveva partecipato a una manifestazione.

Da alcuni anni alla guida del Parco dei Nebrodi, Antoci ha segnalato il vorticoso giro di denaro in mano alle associazioni mafiose e qualcuno gli aveva spedito dei proiettili come avvertimento.

Quando accaduto è raccontato nei dettagli da Antonio Fraschilla e Alessandra Ziniti su la Repubblica:

Erano da poco passate le due quando la macchina di Antoci, di ritorno da una manifestazione a Santo Stefano di Camastra, è stata bloccata lungo i tornanti di montagna da  alcune grosse pietre poste deliberatamente sulla carreggiata per fermare il corteo.

Quando la macchina si è fermata il commando ha aperto il fuoco sulla vettura a bordo della quale viaggiava il presidente del Parco dei Nebrodi. Il commando ha fatto fuoco prima sui copertoni dell’auto blindata, poi sull’abitacolo. Per fortuna la blindatura della carrozzeria ha fermato i pallettoni. Contro i sicari hanno sparato i poliziotti di una volante del commissariato di Sant’Agata di Militello, con a bordo il dirigente Daniele Manganaro, che scortava l’auto con a bordo Antoci. Nel conflitto a fuoco nessuno è rimasto ferito. Il commando è riuscito a fuggire mentre la scorta portava al sicuro Antoci, che è rimasto illeso.

“E’ stata una notte drammatica, ma sto bene. Il mio grazie va alla polizia per avermi salvato la vita. Il mio impegno non si ferma e vado avanti”, è stato il commento a caldo di Antoci, che questa mattina è stato raggiunto dal presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che ha detto:

“L’episodio si lega alla battaglia che con Antoci stiamo facendo contro la mafia dei pascoli e all’azione di moralizzazione che stiamo portando avanti, che ha già portato a diversi arresti sul territorio. Occorre rafforzare le misure di sicurezza a favore di Antoci e intensificare l’azione di lotta contro la mafia dei Nebrodi, che pensa ancora di essere potente e immune. Dobbiamo liberare la provincia di Messina dalla mafia dei colletti bianchi e da quella che nei territori esercita un potere violento verso i cittadini”.

 


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