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Giuseppe Franco condanna a 10 anni per violenza su sedicenne

ROMA – Giuseppe Franco, il militare della Marina di 31 anni accusato di aver stuprato una ragazzina di 16 anni a Roma nel giugno del 2015, è stato condannato a 10 anni di carcere. 

Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare Simonetta D’Alessandro, accogliendo in pieno la richiesta di condanna avanzata dalla Procura per la violenza avvenuta la notte tra il 29 e il 30 giungo dell’anno scorso in un prato vicino a via Casale Strozzi, nel quartiere Prati di Roma.

Lo stesso giudice ha stabilito che Franco, originario di Cosenza, dovrà scontare tre anni di libertà vigilata al termine dei dieci anni di detenzione in carcere.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, quella notte d’estate del 2015 il militare si sarebbe finto poliziotto e, con il pretesto di multare la vittima, le avrebbe intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per fare degli accertamenti.

Dopo aver attaccato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, Franco avrebbe accompagnato la giovane, a piedi, fino in via Teulada, nel quartiere Prati (Roma). Giunti nel parcheggio di via Casale Strozzi, l’avrebbe trascinata con forza in un parco, e lì avrebbe abusato di lei.

L’uomo l’avrebbe poi riaccompagnato in via Basile, dove prima l’aveva fermata. Lì, accortosi della presenza di un adulto, sarebbe poi corso via dileguandosi.

E’ stata proprio la sua bicicletta che ha portato gli uomini della Squadra mobile a ricostruire la vicenda. La polizia ha atteso il passo falso del calabrese, che è giunto nella mattinata del 1° luglio, quando suo fratello è andato a recuperarla. Quest’ultimo è stato subito fermato e alla fine ha indirizzato gli inquirenti verso Giuseppe Franco.

Anche il fratello del militare è stato denunciato per favoreggiamento, dal momento che è stato fermato mentre recuperava la bicicletta usata dallo stupratore per raggiungere piazzale Clodio. L’imputato dopo l’arresto sostenne di aver avuto con la ragazzina, minorenne, un “rapporto consensuale”.

 

 


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