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Giuseppe Giuliano, prete usuraio: soldi dai migranti per…

NAPOLI – Ospitava i migranti in parrocchia e poi chiedeva soldi in cambio. Per questo motivo don Giuseppe Giuliano, ex prete di San Biagio di Limatola nella provincia di Benevento, è stato accusato di usura ed è stato raggiungo da un provvedimento di sequestro di beni per 1 milione di euro. Tredici auto, di cui 7 d’epoca, collocate in parte nei locali della canonica parrocchiale, un immobile di pregio in Cimitile, in provincia di Napoli, e numerosi rapporti bancari: questi i beni sequestrati dalla Guardia di Finanza il 24 maggio al prete, come riportato dal Corriere della Sera.

La Procura di Benevento, retta dal procuratore Giovanni Conzo, accusa il prete di essere un “soggetto abitualmente dedito a delinquere ed a vivere, almeno in parte, dei proventi delle proprie attività illecite”.

Le indagini hanno preso il via nel 2014, quando nei confronti del parroco furono eseguite perquisizioni che avevano evidenziato attività delittuose, anche di carattere estorsivo, realizzate con l’ausilio di soggetti pregiudicati, nonché un’intensa attività di prestiti di denaro con elevati tassi di interesse. Raccolta la testimonianza di alcuni cittadini extracomunitari che abitavano presso i locali della sua parrocchia senza regolare contratto di affitto, che hanno dovuto sottostare alle pretese del parroco ed alle sue ritorsioni.

Gli affari del prete, scrive l’Ansa, gli hanno fruttato un patrimonio di beni, mobili e immobili, per oltre 1 milione di euro. Agli extracomunitari a cui affittava alloggi poi era riservato un trattamento decisamente non cristiano: a seguito del ritardo nel pagamento dei canoni di fitto, staccava l’energia elettrica. In un caso lo ha fatto anche la notte di Capodanno del 2013, lasciando la famiglia ‘morosa’ senza fornitura elettrica per qualche giorno.


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