Cronaca Italia

Giuseppe Gulotta 22 anni in carcere da innocente. Col maxi risarcimento si regala la Porsche

Giuseppe Gulotta 22 anni in carcere da innocente. Col maxi risarcimento si regala la Porsche

Giuseppe Gulotta 22 anni in carcere da innocente. Col maxi risarcimento si regala la Porsche

FIRENZE – Si è regalato una Porsche Cayenne, magra consolazione per i 22 anni di vita che gli sono stati rubati. Così Giuseppe Gulotta, il muratore di Certaldo (Firenze) condannato all’ergastolo per un delitto mai commesso, ha speso i suoi primi soldi da milionario. A cinque anni dalla sentenza di revisione che lo ha riconosciuto innocente, lo Stato gli ha finalmente corrisposto il risarcimento per l’ingiusta detenzione. Sei milioni e mezzo di euro, la cifra più alta che lo Stato Italiano abbia mai sborsato per un errore giudiziario.

Gulotta, oggi 59enne, finì in carcere ad appena 18 anni. Fu condannato all’ergastolo perché ritenuto l’autore del duplice omicidio di Alcamo Marina del 1976. Nella strage morirono l’appuntato Salvatore Falcetta e il carabiniere Carmine Apuzzo. Gulotta – come pure Vincenzo Ferrantelli, Gaetano Santangelo e Giovanni Mandalà – confessò perché sottoposto a torture. A scagionare i quattro (Mandalà ha avuto giustizia solo dopo la morte) fu la testimonianza, seppur tardiva, di un brigadiere dell’Arma, che all’epoca era in servizio ad Alcamo: Renato Olino. I processi di revisione hanno stabilito che le indagini furono depistate.

Come riporta Irene Puccioni sulla Nazione:

 

“Anche ottenere questi soldi non è stato facile – ammette l’avvocato Pardo Cellini che insieme al collega Baldassare Lauria hanno permesso a Gulotta di avere giustizia –.Dalla sentenza assolutoria sono passati cinque anni in cui Giuseppe e la sua famiglia hanno patito grosse sofferenze”.

Un anno fa l’uomo milionario sulla carta viveva ancora dell’azione caritatevole del parroco del paese, don Pierfrancesco Amati, di qualche lavoretto saltuario offerto da amici e di un credito bancario ‘scoperto’. Ora, finalmente, ha anche la libertà ‘economica’ di potersi godere la vita.

“Mi sono fatto un regalo – confida – una Porsche Cayenne: è stata una vera occasione. Ma ciò che desidero fare adesso è poter ricambiare chi mi ha sempre aiutato. Penso, prima di tutto, a don Pierfrancesco. Avevamo parlato di realizzare una sala polifunzionale per la parrocchia. Insieme vedremo quello di cui c’è bisogno”. Gulotta penserà anche alla Fondazione che porta il suo nome. Verrà costituita ufficialmente il prossimo mese. La volontà di Gulotta è di utilizzare i soldi del risarcimento proprio per offrire alle vittime di errori giudiziari una tutela in termini di consulenza legale e di supporto psicologico. “Nel mio percorso carcerario – racconta – ho incontrato persone innocenti come me. Nessuno dovrebbe mai subire una simile ingiustizia”

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