Cronaca Italia

Giuseppe Ruberto, radiologo morto di infarto a 30 anni. Asl condannata a risarcire familiari

Giuseppe Ruberto, radiologo morto di infarto a 30 anni. Asl condannata a risarcire familiari

Giuseppe Ruberto, radiologo morto di infarto a 30 anni. Asl condannata a risarcire familiari

ENNA – Il suo cuore non ha retto ai turni massacranti e i continui straordinari. Così Giuseppe Ruberto, tecnico radiologo all’ospedale Basilotta di Nicosia, in Sicilia, è stato stroncato da un infarto a soli 30 anni. Era il 19 settembre 1998, ora la Corte di Cassazione ha condannato la Asl a risarcire i familiari.

I supremi giudici hanno accolto il ricorso della moglie e della figlia del medico, ridotto allo stremo dal superlavoro. Per la Cassazione, le condizioni disagiate cui era costretto sarebbero una concausa del suo decesso. E sottolinea la Suprema Corte, nella sentenza pubblicata dal quotidiano La Sicilia, è “irrilevante che il dipendente non si sia lamentato”.

Nel procedimento i giudici ricordano le cifre del superlavoro: dal 1991 al 1998 (data del decesso del tecnico) i quattro tecnici di radiologia avevano effettuato 148.513 esami, una media di 18.564 annui, più quelli del servizio di tomografia computerizzata, 662 l’anno; lo svolgimento di turni di pronta disponibilità notturna e festiva e di pronta disponibilità diurna in eccesso rispetto ai limiti previsti dalla contrattazione collettiva vigente.

“Un’eventuale predisposizione costituzionale del soggetto”, deceduto per una cardiopatia ischemica silente, “non può elidere l’incidenza concausale, anche soltanto ingravescente, dei nocivi fattori esterni individuabili in un supermenage fisico e psichico, quale quello documentato in atti”.

In primo grado il Tribunale aveva dato ragione agli eredi, la Corte d’appello aveva invece riformato la sentenza. La Corte di Cassazione, valutando inammissibile il ricorso accidentale, ha ritenuto passata in giudicato la condanna dell’Asp al pagamento al giusto indennizzo e ha rinviato alla Corte d’appello di Palermo per “provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità”.

 

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