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Giuseppe Russo: “Doina Matei? Ci vuole la pena di morte”

ROMA – “Doina Matei? Ci vuole la pena di morte. Ha ammazzato mia figlia con cattiveria e crudeltà, è un’assassina, per noi quelle foto sono una pugnalata”. Così, intervistato da La Zanzara su Radio 24, Giuseppe Russo, padre di Vanessa, morta dopo essere stata colpita con un ombrello all’occhio da Doina Matei, condannata a 16 anni per omicidio preterintenzionale, dei quali ne ha scontati sei.

“Io sono favorevole alla pena di morte. Ci vuole. Lo direi anche se non ci fosse mia figlia di mezzo”, ha continuato Giuseppe Russo. “Gli ha dato un colpo con la punta dell’ombrello – dice il padre – con violenza, con forza, prendendo la mira. E’ entrata tutta la punta. Gli avvocati possono dire quello che vogliono, ma la punta dell’ombrello è entrata di dieci centimetri. La Matei ha ammazzato mia figlia con cattiveria e crudeltà. E a noi quelle foto hanno fatto molto male, sono state una pugnalata, lei ha pure messo il dito in senso di vittoria: sono fuori, ce l’ho fatta, ho vinto io. Ed effettivamente è così”.

“Non ci credo che resta in carcere, Doina resterà fra tre mesi tornerà in semilibertà. Adesso per fare bella figura con i media e calmare le acque la tengono dentro, poi tutto torna come prima”. “Voi dite che si era meritata la semilibertà? -ha aggiunto Giuseppe Russo- Ma cosa li facciamo a fare i processi se poi con una condanna a 16 anni dopo 9 sei fuori. Doina è un’assassina, ha preso 16 anni, deve farli tutti e poi eventualmente meritare qualcosa. In galera sono tutti bravi, devi essere bravo per forza”. “Queste cose – ha concluso Russo – non le concepisco. Perché dopo metà condanna lo stato non vuole la giustizia? Quando si commettono gli omicidi i colpevoli escono dopo dieci anni”.

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