Blitz quotidiano
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Gloria Rosboch, caccia ai suoi soldi nei casinò

TORINO – Gloria Rosboch, caccia ai suoi soldi nei casinò. I carabinieri stanno passando al setaccio alcuni dei casinò nel nord Italia e della Costa Azzurra nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Gloria Rosboch e sulla truffa da 187mila euro nei suoi confronti. Lo scopo è quello di verificare se i soldi siano stati persi al gioco da Gabriele Defilippi, in carcere per l’uccisione dell’insegnante di Castellamonte e indagato per la truffa ai suoi danni.

E’ stato lo stesso Defilippi a sostenere, nel corso degli interrogatori a cui è stato sottoposto, di essere un frequentatore abituale di sale da gioco. Secondo alcuni testimoni, interpellati dai carabinieri, era solito giocare anche mille euro a puntata. Defilippi aveva raccontato di avere consegnato i 187 mila euro all’amante e complice Roberto Obert, anche lui in carcere per l’omicidio così come la madre del ragazzo, Caterina Abbattista. “Una parte li ha spesi – ha sostenuto con i magistrati – gli altri li ha messi nella sua cassetta di sicurezza”. Il particolare si è però rivelato falso: dentro la cassetta, infatti, i carabinieri non hanno trovato il denaro.

Ma c’è anche un altro mistero. Chi era la “telefonista”? A chi apparteneva la voce femminile che rassicurava Gloria Rosboch, dicendole “signora non abbia timori, i suoi soldi saranno al sicuro nella nostra filiale”? All’inizio Gabriele ha detto agli inquirenti di essere stato lui a telefonare, impostando la voce in falsetto (ipotesi presto scartata). Poi si è pensato alla ventenne marocchina, ultima fidanzata di Gabriele Defilippi, difficile da rintracciare visto che da qualche giorno è in “vacanza” in Marocco. Il Corriere della Sera però sostiene che gli inquirenti sappiano chi sia la donna: una persona in carne e ossa, non la “voce acutizzata” di Defilippi stesso, come lui ha provato a dire.

Gli inquirenti sanno chi è la telefonista di Gabriele, la donna che nell’ottobre di due anni fa chiamò Gloria Rosboch spacciandosi per la dottoressa De Martino, direttrice di banca a San Giusto Canavese. «Professoressa – la tranquillizzò -, i suoi soldi saranno al sicuro nella nostra filiale». Non era una direttrice, come sospettò ormai troppo tardi Gloria, che prelevò 187 mila euro dal suo conto e li consegnò al suo ex allievo che sarebbe diventato il suo assassino. La falsa dottoressa De Martino era in realtà un’amante di Gabriele, una delle sue tante prede. Una quarantenne, sposata, anche lei di Castellamonte, anche lei sedotta da quel ragazzo di almeno vent’anni più giovane, in grado di convincere chiunque avesse di fronte a seguirlo, sia che fosse una telefonata truffaldina oppure un brutale omicidio.

 

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  • Gabriele Defilippi: "Voglio morire". Perizia psichiatrica
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