Blitz quotidiano
powered by aruba

Gloria Rosboch. Che ruolo ha avuto Caterina Abbattista?

TORINO – Gloria Rosboch, dalla tragica vicenda del suo strangolamento, conclusasi in fondo a una cisterna, è scaturito un fiume in piena, di confessioni, articoli di giornale, conferenze stampa. Oggi tutta l’attenzione è sui tre fermati con l’accusa di omicidio, Gabriele Defilippi, l’amico-amante Roberto Obert, la mamma di Defilippi, Caterina Abbattista. Gabriele Defilippi e Roberto Obert hanno confessato solo a metà di avere ucciso Gloria Rosboch, accusandosi a vicenda di essere stato l’esecutore materiale, in stile Bebawi.

Quel che è certo è che Gloria Rosboch sedeva sul sedile davanti, quello del passeggero, mentre uno dei due compari guidava e l’altro si è piazzato dietro, alle spalle della donna, che è stata

strangolata con un con un laccio di tessuto capace di stringere ma non escoriante, come un foulard. Chi sedeva sul sedile dietro della Twingo bianca sulla quale è salita ignara glielo ha stretto attorno al collo. Era già morta quando è stata gettata nella cisterna d’acqua tra Rivara e Pertusio”.

Sullo fondo della vicenda di Gloria Rosboch si staglia la figura di Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi.

Ottavia Giustetti su Repubblica ne ha tracciato le ultime ore.

Caterina Abbattista aveva aspettato per ore in una stanza vuota della caserma dei Carabinieri di Ivrea prima di essere interrogata. Era rimasta sola per un tempo lunghissimo mentre, nella stanza accanto, l’amato figlio tentava di replicare alla confessione dell’amico e complice Roberto Obert.
Quando il suo avvocato, Matteo Grognard, le ha rivelato i dettagli dell’omicidio di cui è accusata è crollata drammaticamente. Ha sbattuto la testa contro il muro, ha avuto una crisi di nausea.
Urli e pianti: «Povera signora, povera Gloria, non doveva finire così, io non ho fatto niente» ha detto.
Una reazione senza filtri da donna addolorata e inconsapevole. Oppure da maestra della dissimulazione più cinica. Nessuno ha ancora capito davvero quale parte, tra queste due, stia giocando Caterina Abbattista, l’infermiera di Ivrea che a casa ha lasciato un figlio tredicenne avuto da un uomo diverso dal padre di Gabriele. Caterina Abbattista continua a ripetere di non sapere nulla dell’omicidio di Gloria Rosboch.
I carabinieri del Nucleo investigativo hanno dati tecnici apparentemente inconfutabili che la collocano fuori dall’ospedale, il 13 gennaio, in un orario compatibile con il delitto. Ma lei difende la sua verità: «Ero in ospedale e non sono mai uscita. Non ho neppure mai spento il telefono perché sono sempre reperibile nel caso in cui mio figlio piccolo abbia bisogno di parlarmi ».
Però i tabulati hanno registrato quel pomeriggio diverse chiamate senza risposta proprio da casa al suo cellulare. E il ragazzo le ha mandato anche messaggi, disperato perché non trovava nessuno, né lei né Gabriele che invece, secondo la madre, era rimasto in casa per badare, appunto, al fratellino.
È stato quello, al principio, l’alibi di Gabriele.
È Caterina la persona che firma per ricevuta il 4 dicembre la raccomandata dell’avvocato di Gloria Rosboch, in cui si chiede la restituzione dei 187 mila euro, consegnati a Gabriele alle 14,30 del 24 ottobre 2014. La madre chiede un incontro con la professoressa per «trovare un modo di evitare guai giudiziari».
Intanto giustifica il figlio: «Il suo capo lo ha ingannato, persino picchiato, ora vive a Torino, non lo vedo da tempo» dice, mentendo. Dopo averla incontrata la mattina del 9 dicembre, Gloria dice al suo avvocato, Stefano Caniglia: «Non credo a una parola, è una sceneggiata».
Il giorno dell’omicidio il telefono dell’infermiera squillava a vuoto. Come il cellulare di Gabriele. E lei non ricorda questa circostanza. Non ricorda neppure di aver accompagnato il figlio Gabriele a Rivarolo, dove diceva di dover pagare il carro attrezzi, ma dove invece gli inquirenti sanno che aveva appuntamento con Roberto Obert per uccidere Gloria.
Non sembrano giustificabili queste evidenti incongruenze e neppure i vuoti di memoria. Anche perché Caterina Abbattista ha avuto più di un mese per fare mente locale. Fin dalla sera del 13 gennaio, quella della scomparsa, quando una collega le scrisse per sms: «Sai che non si trova Gloria Rosboch, non è per caso con Gabriele?»