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Gloria Rosboch, così Gabriele Defilippi l’ha sedotta

Gabriele Defilippi ha mandato messaggi d'amore e mail a Gloria Rosboch prima che sparisse, facendosi consegnare 186mila euro

TORINO – Parole dolci, frasi d’amore e dediche che l’ex allievo Gabriele le scriveva. Lunghi messaggi ed email per corteggiarla, fino a farsi consegnare 186mila euro. Gloria Rosboch, 49 anni, ha ceduto alle lusinghe e al corteggiamento dell’ex allievo Gabriele Defilippi, 22 anni, sparito una volta ottenuto il denaro. Lei ha denunciato l’uomo per truffa e poi è scomparsa il 13 gennaio da Ivrea, in provincia di Torino.

Niccolò Zancan su La Stampa scrive che le ricerche sono andate avanti a lungo, anche nel fiume Orco temendo il peggio per la Rosboch, ma ora sono state interrotte. Nelle mani degli investigatori restano quei messaggi di amore che mostrano i due volti dell’ex allievo che ha sedotto la professoressa e l’ha raggirata:

“«La tua presenza nella mia vita sta diventando fondamentale. Sento i fuochi d’artificio dal terrazzo. Magari li senti anche tu… A domani tesoro. Dolce notte». Certe volte si firma Gabri. Oppure soltanto G: «Non mi sento controllato se mi scrivi, anzi mi fa piacere sapere che c’è qualcuno che mi sta pensando in questo modo». Le scrive con delicatezza: «Dolce Glo. Mi ha fatto molto piacere vederti. E come vedi non ho resistito più di tanto. Peccato sempre per le incombenze dei tuoi parenti. Un bacio grande»”.

Frasi d’amore scritte fino ad ottenere dalla donna quei soldi per un folle piano di investimento in Francia, con la promessa di una nuova vita a Cap D’Antibes:

“Si chiama Gabriele Defilippi, nel profilo del suo blog si definisce consulente d’immagine ed aspirante psichiatra. E in effetti, l’unica cosa certa, è che le dinamiche psicologiche in questa storia abbiano avuto un peso importantissimo. Lui è un ragazzo timido, lei una donna di quarantanove anni che vive con i genitori. Lui scrive: «Penso che alle volte vorrei cambiare approccio. Essere più spontaneo. Forse mi basterebbe viverti un po’ di più, e magari senza discorsi che si arrampicano su vissuti o conoscenti di 30, 40, 50 0 60 anni fa…». Viversi di più. Ma ora stanno cercando il cadavere della professoressa.

«Non ho niente da dire. Chiamo i carabinieri! Andate via». Sono giorni difficili per lo studente aspirante psichiatra. Nascosto dietro la porta di una piccola villetta moderna, sotto le colline di Gassino, un paese a venti chilometri da Torino, ha la consegna del silenzio assoluto. «Ricordatevi che ha vent’anni. Magari potrà anche essere indagato per truffa, ma da lì all’omicidio ce ne passa», dice l’avvocato Pier Franco Bertolino. Ma ormai l’ingranaggio si è messo in moto. Le telecamere braccano lo studente”.

 

Gabriele ora è nel mirino dei media per la scomparsa della Rosboch, scrive Zancan, ma continua a dirsi innocente:

“«Cara Glo. Stasera ho voluto tastare un po’ il terreno. Vedere almeno la reazione di tua mamma, giusto per avere un’idea di come possa organizzarmi gli affari e le trattative nell’acquisizione societaria, come organizzare la mia vita in Costa Azzurra. Fossi più indipendente e non fossi a Castellamonte, ti avrei già portato via..». Già, ti prendo e ti porto via, come nel romanzo. Solo che alla fine nessuno è andato in Francia. E adesso G si è rifugiato a casa di un conoscente.

«I genitori di Gloria Rosboch stanno soffrendo in maniera indicibile. Vogliamo soltanto conoscere la verità, il ragazzo deve dire tutto quello che sa», chiede l’avvocato Stefano Caniglia. I tempi sono sempre importanti, in questo genere di storie. La valigetta con i soldi viene consegnata il 24 ottobre 2014. Subito dopo, lo studente che scriveva lettere d’amore non scrive più. Cambia numero di telefono, cancella il suo profilo Facebook, non si fa trovare. Infine trasloca con la madre e il convivente di lei.

In tutto questo tempo, la professoressa non si è mai arresa. Voleva cercare di recuperare i suoi soldi, ma voleva farlo con dolcezza. All’inizio di dicembre del 2015 – questa è storia recente – va a cercare la madre di Gabriele Defilippi. Finalmente la trova, e quello che scrive è: «La mamma sostiene che Gabriele viva nascosto. Che sia stato picchiato e raggirato da quello con cui voleva fare l’affare francese. Che non si faccia vivo né con lei né con me per evitare ritorsioni. L’ho ascoltata. Ma io non credo neanche a una parola». E’ in quel momento che decide di andare avanti con la denuncia per truffa. Non era odio: «Ho detto alla madre che gradirei capire come posso riavere il maltolto senza mandare in carcere nessuno». Forse aveva nel cuore la dedica che proprio G, una volta, le aveva mandato, una frase di Frank Sinatra: «Baby, la più grande lezione nella vita è questa. Mai avere paura di niente e di nessuno»@.


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