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Roberto Obert nei boschi con carabinieri. Caccia a pistola

ROMA – Caso Gloria RosbochRoberto Obert nei boschi con carabinieri. Caccia a pistola. Una passeggiata nei boschi. Tutto per trovare quella pistola che Roberto Obert, in carcere insieme a Gabriele Defilippi per l’omicidio di Gloria Rosboch, dice di aver nascosto proprio là su espressa richiesta di Defilippi. Quella pistola i carabinieri l’hanno cercata in lungo e in largo nei boschi tra Barbania e Rivara ma niente. Non ce n’è traccia. Da qui l’idea di tornarci con Obert nella speranza che quest’ultimo ricordi da qualche dettaglio visivo il luogo in cui l’ha sepolta.

L’arma è importante. Non tanto e non solo per il caso di Gloria Rosboch ma soprattutto per un altro omicidio, quello di Pierpaolo Pomatto, un pregiudicato di Rivarolo Canavese, ammazzato con alcuni colpi di pistola pochi giorni dopo la Rosboch. Al momento, infatti, in cella con l’accusa di aver ammazzato Pomatto c’è un’altra persona, un conoscente della vittima. Incastrato, almeno per ora, dal fatto che addosso gli è stato trovato proprio il cellulare di Pomatto.

Eppure gli investigatori non sono del tutto sicuri che a uccidere sia stato davvero l’uomo del cellulare. Ci sono infatti dei dettagli inquietanti che legano la morte di Pomatto a Defilippi e Obert. Banconote fac simile da 50 e 100 euro. Quando i carabinieri hanno trovato il corpo di Pomatto vicino al cadavere c’erano decine di queste banconote. E proprio nei giorni del delitto Defilippi aveva chiesto a Obert di far sparire una serie di banconote fac simile da 50 e 100 euro. Identiche a quelle trovate vicino al cadavere. Fondamentale, quindi, trovare la pistola e capire se ha sparato negli ultimi giorni.

Sulle indagini per l’omicidio della professoressa di Ivrea scrive Repubblica:

Il procuratore capo Giuseppe Ferrando sta per cominciare un nuovo giro di interrogatori dei tre arrestati.Restano tanti aspetti ancora da chiarire. Si stanno cercando riscontri, ad esempio, su diversi scenari emersi nell’interrogatorio protetto del fratellino di Gabriele. Il tredicenne, nella testimonianza, ha raccontato che suo fratello e l’amico Obert avrebbero cercato di fare una truffa da 300mila euro, con alcuni orologi Rolex, nell’estate precedente al raggiro di Gloria. Gli inquirenti vogliono capire se l’uomo citato, senza indicarne il nome, dal ragazzo sia una vittima dei due o un complice e ispiratore. Sempre l’adolescente ha detto che parte del bottino è stato messo al sicuro in una cassetta di sicurezza in costa Azzurra. Su Obert invece ha riportato frasi inquietanti, indicandolo come un (senza tuttavia aver raccontato di abusi), e la raccomandazione di suo fratello: «Stai lontano da  lui, è cattivo». Sulla questione è intervenuto anche l’avvocato Andrea Bertano, il legale che assiste il padre del bambino, Sergio M., nella pratica per l’affidamento esclusivo del tredicenne: «Chiediamo che sia allentata la pressione che sta subendo il ragazzo. Siamo molto rammaricati per la fuga di notizie sull’audizione di un minore fatta dai carabinieri. Si deve tenere conto del segreto istruttorio e della delicatezza delle indagini».

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