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Gnaka Gnaka: Alessandria si mobilita per il “vu’ cumprà”

ROMA – Gnaka Gnaka: Alessandria si mobilita per il “vu’ cumprà” sfortunato. Vive a Genova ma fa il pendolare tutti i giorni ad Alessandria, è in Italia dal 1982, vende braccialetti della fortuna e accendini, mantiene in Senegal dove non torna da due anni 11 figli, è sempre stato simpatico ed educato ed è stato praticamente adottato dagli alessandrini. Gnaka Gnaka, come è conosciuto in città, vero nome Diop Abdou Bakhe, non può tornare a casa sua a Louga per rendere un ultimo saluto alla moglie, deceduta proprio pochi giorni fa: non ha i soldi ma, per una volta nella vita, c’è qualcuno disposto ad aiutarlo.

La storia raccontata da Miriam Massone de La Stampa non sembri troppo mielosa, anche perché, di questi tempi, è falsa la rappresentazione di un “politicamente corretto” egemonico e frustrante, piuttosto vale il contrario con licenza di insulto e razzismo conclamato e sdoganato. Ciitadini e commercianti di Alessandria remano contro: Gnaka Gnaka è uno di loro e se serve lo aiutano qui e a casa sua.

Ma in tutti questi anni ha seminato bene, e ora raccoglie i frutti: gli amici e la gente che lo conoscono e si sono affezionati lo vogliono aiutare. Da Giuseppe Giordano, il «Giò» del Pizzino (Piedigrotta Express), con gli altri commercianti di piazza Garibaldi dove Gnaka Gnaka è solito fare «tappe» per merende e spuntini, è partita una grande colletta: «Conosco Gimmy dal 1994, ero un bambino, ricordo che arrivava e diceva sempre “parla bene” se sentiva qualche parolaccia».

È famoso per la sua battuta: «Sono incazzato bianco». «Non lo lasceremo solo» dice Giò. E la risposta della città è stata immediata e sorprendente: «In mezza giornata ho raccolto già 635 euro: tutti lasciano qualcosa, dal disoccupato che mette 5 euro, a una donna, che ha chiesto di restare anonima, che ha portato 300 euro». Gli altri punti di raccolta sono: il bar Jolly, il Caffè Alessandrino, l’Extrabar, il Caffè Garibaldi (l’agenzia di viaggi Mondo Tondo si occuperà del viaggio). Il volo dovrebbe costare circa 700 euro. Il funerale resta da quantificare: in Senegal è usanza ospitare a casa i parenti per alcuni giorni e salutare così tutti assieme la defunta. (Miriam Massone, La Stampa)