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Gorle, vietato correre e fare jogging: runner protestano…

BERGAMO – Vietato correre e fare jogging in strada a Gorle, in provincia di Bergamo. Questi i cartelli apparsi al lati delle strade, in cui si scoraggiano i runner a praticare la corsa in strada se non vogliono ritrovarsi una sanzione da pagare. Il sindaco della città di Gorle lancia la sua campagna per far rispettare il Codice della Strada, ma il risultato è stato far infuriare i runner della città che si dicono pronti alla rivolta.

Lucia Landoni su Repubblica nell’edizione di Milano racconta la disputa tra il sindaco di Gorle e i runner, che di rinunciare allo sport e alla possibilità di correre in strada non hanno nessuna intenzione:

“Il cartello destinato agli sportivi della zona è stato sistemato, e la rivolta dei runner è appena cominciata. “In tutta Italia vengono introdotte piste ciclabili o pedonali per incoraggiare la pratica sportiva – lamentano – qui, sembra assurdo, ma avviene il contrario”.

Succede nel quartiere Baio di Gorle, in provincia di Bergamo. I tanti appassionati della zona sono stati dunque invitati dall’amministrazione comunale a utilizzare per le loro uscite quotidiane il marciapiede o il parco pubblico. Ma i runner protestano perché, a loro dire, i marciapiedi sarebbero sconnessi e più pericolosi della strada, mentre il parco è scarsamente illuminato di sera e mattino presto.

Chiedono quindi la realizzazione di una pista a loro dedicata. “Corriamo in una zona – spiega Alessandra Segnini, quasi una portavoce della protesta – che è un anello sul cui marciapiede si affacciano cancelli ogni pochi metri, con tanto di passi carrabili. Di mattina, escono le auto in retromarcia in continuazione. Il marciapiede inoltre è completamente piantumato, e bisogna stare attenti per evitare di inciampare nelle radici degli alberi. O teniamo d’occhio quelle o le auto in uscita dai cancelli.

“Insomma – continua – è molto più pericoloso correre lì che sulla strada, all’interno delle strisce bianche dei parcheggi, dove non c’è praticamente mai nessuno. Al parco invece c’è il problema della scarsa illuminazione, senza contare che si sono già verificati episodi di esibizionismo. Nessuno può obbligarmi a correre in un luogo in cui non mi sento sicura. Il sindaco mi ha già convocato per un incontro. Glielo spiegherò”.


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