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Gossip: quando il pettegolezzo è reato. Cosa dice la Cassazione

ROMA – Gossip: quando il pettegolezzo è reato. Cosa dice la Cassazione. Il pettegolezzo è una delle forme della conversazione ma, attenzione, può anche rivelarsi un’arma contundente, un indebito strumento di offesa che, come tale, viene registrato dall’autorità. E sanzionato come un reato perché, quand’anche l’oggetto del gossip fosse una notizia fondata, può definirsi un atto diffamatorio.

Valeria Zeppilli dello Studio Cataldi ha circoscritto i casi esaminati dalla Corte di Cassazione a più riprese per una verifica ragionata sui limiti che la legge pone al nostro bisogno fisiologico di farci gli affari degli altri.

la Corte di cassazione, con una sentenza (la numero 8348 del 2013) ha reso definitiva la condanna di un uomo che aveva “spettagolato” appunto, di una relazione adulterina in cui era coinvolta una vicina di casa.
Con l’occasione la Corte ha peraltro precisato che la condanna non aveva nulla a che vedere con la verità della notizia: infatti il diritto dei cittadini alla riservatezza e il rispetto della loro dignità per i giudici possono essere messi in secondo piano solo se c’è un pubblico interesse alla diffusione della notizia, ma non di certo sempre e comunque, anche quando manca il bisogno sociale a divulgare il fatto […]

Si pensi alla pronuncia numero 44940/2011, con la quale la Cassazione ha detto basta ai pettegolezzi in ufficio, confermando la condanna per il reato di diffamazione in capo a un uomo che aveva diffuso la notizia che l’impiegata di una banca stava portando avanti una relazione clandestina con un uomo sposato, facendo partire un vociare di commenti tra i diversi dipendenti. Nonostante la relazione fosse adulterina solo per l’uomo sposato, la riprovazione sociale che da un simile pettegolezzo è derivata, nel caso di specie e come sempre avviene, ha riguardato entrambi i partner, tanto che il gossip si è dimostrato perfettamente idoneo ad assumere natura diffamatoria. (Valeria Zeppilli, Studio Cataldi.it)