Cronaca Italia

Grandine, incendi e siccità: meteo pazzo per l’estate italiana 2017

Grandine, incendi e siccità: meteo pazzo per l’estate italiana 2017

Grandine, incendi e siccità: meteo pazzo per l’estate italiana 2017

ROMA – Grandinate e nevicate fuori stagione dopo il caldo record che ha portato siccità e razionamento dell’acqua in alcune zone dell’Italia e incendi da nord a sud.

Una bufera di pioggia e grandine che si è abbattuta in provincia di Ascoli e in particolare sulla costa adriatica. È accaduto nel primo pomeriggio di martedì 25 luglio, con danni e allagamenti su tutto il litorale della Riviera delle Palme. La spiaggia di San Benedetto del Tronto è stata in pochi minuti ricoperta da un manto bianco di chicchi di grandine, che ha costretto alla fuga migliaia di villeggianti. Allagati numerosi sottopassi cittadini, centinaia le chiamate ai Vigili del fuoco. La violenta grandinata ha provocato ingenti danni anche agli chalet e ad alcune strutture.

In Veneto invece è la provincia di Venezia l’area maggiormente interessata dall’ondata di maltempo. Un nubifragio, accompagnato da una fitta grandinata, ha costretto le squadre dei Vigili del fuoco a numerosi interventi a Mira, Jesolo e Dolo.

Forti temporali e grandine anche in Piemonte nel territorio tra le province di Alessandria e di Asti. Ingenti i danni all’agricoltura e, in particolare, ai vigneti: in alcune zone il 70% della produzione – sottolinea la Coldiretti – è compromessa. Le precipitazioni, peraltro, non hanno scalfito lo stato di grave siccità dei campi, perché l’acqua per essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni e il pericolo di frane e smottamenti.

Non concedono tregua gli incendi che stanno devastando l’Italia, in un luglio tra i più secchi di sempre: brucia ancora Roma, brucia anche Milano, bruciano migliaia di ettari in Gallura e sul Gargano.

Dall’inizio del mese, afferma uno studio dell’Effis, il sistema d’informazione dell’Ue sugli incendi, sono stati divorati dalle fiamme oltre 51mila ettari, un’area pari a 71mila campi di calcio. E se, come sostiene la Coldiretti, è vero che ogni ettaro bruciato costa alla collettività diecimila euro, se ne sono già andati in fumo 510 milioni dalle tasche degli italiani. Soldi che spariscono per incuria, mancanza di prevenzione e sorveglianza, dolo. La prova è nell’ennesima giornata difficile vissuta da Roma, già alle prese con il rischio razionamento dell’acqua a causa della siccità.

A distanza di meno di una settimana, la pineta di Castelfusano è di nuovo in fiamme, un incendio minore di quello di qualche giorno fa.

Altri roghi sono poi divampati sulla Tiburtina, sulla Salaria e sulla Tuscolana, costringendo a chiudere due svincoli del Grande raccordo Anulare, anche se a preoccupare di più è l’incendio scoppiato all’Eur, zona a sud della capitale, partito da un cumulo di rifiuti ed estesosi ad un cantiere nautico che si occupa di manutenzione di piccole imbarcazioni: la nube nera che si è alzata potrebbe contenere sostanze tossiche, dopo che il fuoco ha divorato pneumatici, frigoriferi abbandonati e rifiuti contenenti eternit.

E brucia anche il Gargano – proprio nell’anniversario del devastante rogo di 10 anni fa in cui morirono 3 persone tanto che il presidente pugliese Emiliano ha chiesto alle forze di polizia un “approfondimento investigativo” – e la Gallura, dove c’è la massima allerta a causa del maestrale.

Fiamme pure a Milano, dalla serata di ieri. A prendere fuoco, per cause ancora da accertare, è stata un’azienda di stoccaggio di rifiuti al centro di una zona residenziale nella periferia nord della città. Con un quartiere che da stamani, a seconda del vento, è completamente avvolto da una nube di fumo denso e bianco.

I 2/3 dell’Italia e dei campi coltivati lungo la Penisola sono a secco a causa della siccità delle ultime settimane ed ammontano ad oltre 2 miliardi, secondo un’analisi Coldiretti, i danni provocati a coltivazioni e allevamenti. La Giunta regionale della Calabria ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità. Ma altre nove regioni potrebbero fare lo stesso.

In particolare, con la dichiarazione scattano la sospensione delle rate dei mutui bancari delle imprese agricole e il blocco del versamento dei contributi assistenziali e previdenziali. Tenuto conto dell’eccezionale siccità, vengono estesi i benefici del fondo anche alle aziende agricole che potevano sottoscrivere assicurazioni, grazie ad un emendamento al decreto Mezzogiorno ora in Senato.

Il ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio, secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, è pronto per firmare nelle prossime settimane gli schemi di contratto per assegnare le risorse per l’adeguamento delle infrastrutture di un centinaio di dighe in base al piano nazionale voluto dal ministro dopo molti anni che non si investivano nuove risorse e annunciato nel marzo scorso. Questa misura può influire sul tema della capacità dei bacini, oltre che della loro sicurezza.

Il piano prevede infatti 294 milioni di euro per il miglioramento della sicurezza di 101 dighe a uso irriguo e/o potabile sparse sul territorio nazionale, di cui 79 al sud: questo consentirà di salvaguardare 4,5 miliardi di metri cubi (quasi un terzo della risorsa idrica nazionale) e recuperare 1,3 miliardi di metri cubi attualmente non invasabili.

Il volume totale delle Grandi Dighe italiane, si legge sul sito del Ministero, è di 13,748 miliardi di metri cubi: il 58% dell’invasato è per uso irriguo e il 57% delle dighe in esercizio è per uso idroelettrico. La maggior parte delle grandi dighe si trova al Sud (57%), il 28% al Nord e il 15% al Centro.

 

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