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Grano estero tossico sbarcato a Bari: M5s interroga ministri

ROMA – Il Movimento 5 Stelle si schiera con la Coldiretti e presenta un’interrogazione parlamentare sul grano tossico proveniente dall’estero. Ne danno notizia gli stessi deputati grillini in un post apparso sul blog di Beppe Grillo. Il riferimento è al carico di grano fermato lo scorso 24 febbraio nel porto di Bari perché ritenuto contaminato da micotossine, sostanze cioè altamente dannose per la salute e pure cancerogene se assunte in eccesso e per tempo prolungato.

“Il grano è fondamentale per gli italiani – si legge sul blog di Grillo – alla base della dieta mediterranea ricca appunto di pane, pasta, cereali. Il rischio che nel nostro Paese si assuma un quantitativo pericoloso di micotossine è quindi molto alto. Per questo il M5S, con un’interrogazione ai ministri della Salute e delle Politiche Agricole, chiede di rivedere i livelli di micotossine ammesse negli alimenti, di inasprire i controlli sanitari e rendere più trasparenti le etichette.

Ma non ci preoccupiamo solo della salute. I nostri agricoltori, già gettati nella disperazione da dissennate politiche agricole europee (vedi il caso dell’olio tunisino), sono in grado di fornire un prodotto sicuro: le micotossine, infatti, si sviluppano anche nei tempi lunghi di trasporto dei grani di importazione. Eppure, il grano italiano resta penalizzato dalla forbice tra il costo di produzione e quello finale al consumatore. Per questo il M5S chiede accordi di filiera e l’istituzione della Commissione Nazionale del Grano, prevista anche dalla legge”.

A dare l’allarme era stata la Coldiretti, preoccupata di salvaguardare il grano italiano dagli scarichi quotidiani di ingenti quantitativi di prodotto straniero. Il carico sul quale era stata trovata traccia di micotossine era arrivato dal Messico ed era a bordo della nave Ecopride, battente bandiera panamense e proveniente da Cristobal. In tutto sette i camion carichi di grano sottoposti a controllo. Sono stati, inoltre, prelevati altri campioni dello stesso carico e da altre navi, provenienti da Canada, Panama e Regno unito, destinati a esami di laboratorio più approfonditi.

Le micotossine sono prodotte da ceppi fungini, Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus, e si rivelano, divise per serie differenti, altamente tossiche per la salute umana.

Ma oggi 1 marzo è arrivata una prima smentita dall’Arpa Puglia, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale. Ulteriori controlli avrebbero infatti scagionato il grano estero giunto a Bari. Lo hanno spiegato il presidente dell’Associazione industriali mugnai d’Italia (Italmopa), Ivano Vacondìo, e la presidente della Sezione agroalimentare di Confindustria Bari e BAT, Margherita Mastromauro, presentando in conferenza stampa i risultati delle analisi ufficiali effettuate dalle autorità preposte sul grano di importazione.

“Le analisi ufficiali – è stato spiegato – hanno certificato che i valori dei cosiddetti contaminanti (nello specifico, cadmio e piombo) si attestano alla metà del limite stabilito dalla normativa di riferimento, mentre, per quanto riguarda tutte le micotossine (tra cui anche l’Aflatossina B1) è emerso chiaramente che sono completamente assenti, nel senso che non sono neppure analiticamente misurabili. In definitiva il prodotto oggetto di controllo era ed è assolutamente sicuro per i consumatori, oltre che pacificamente conforme a tutte le prescrizioni di legge”.

“Italmopa – ha precisato Vacondìo – rappresenta l’industria molitoria e siamo noi i primi a volere solidarizzare con il mondo agricolo. L’Italia oggi produce tre milioni di tonnellate di grano, ma ne importa altri tre perché ne occorrono sei per il fabbisogno produttivo nazionale. La nostra è anche una scelta dettata dal volere rispettare determinati standard qualitativi, perché per produrre una buona pasta occorrono miscele di grano, non solo italiane. Piuttosto che creare allarmismi ingiustificati – continua Vacondio – bisognerebbe lottare insieme per rassicurare i consumatori e spiegare bene il perché di certe scelte”.

“Abbiamo avuto la dimostrazione che la protesta della Coldiretti Puglia dello scorso 24 febbraio al porto di Bari – ha concluso Mastromauro – è stata strumentale. Il nostro invito è di riportare la discussione su un piano di correttezza e di lealtà”.