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Graziano Stacchio: “Ho sparato al rapinatore e lo rifarei”

Graziano Stacchio è il benzinaio di Nanto che ha ucciso un rapinatore con un colpo di fucile. Il suo caso giudiziario va verso l'archiviazione e lui...

VICENZA – “Ho sparato al rapinatore e lo rifarei“. Graziano Stacchio, il benzinaio di Nanto accusato di eccesso di legittima difesa per aver ucciso un rapinatore con un colpo di fucile, torna a parlare dopo l’annuncio della richiesta di archiviazione da parte del Procuratore di Vicenza, Antonino Cappelleri. Il procuratore il 3 febbraio ha dichiarato che a breve sarà presentata una richiesta di archiviazione per il benzinaio e l’avviso di chiusura indagini nei confronti di uno dei rapinatori, Oriano Derlesi. L’incubo giudiziario di Stacchio, che ha aperto il fuoco e ucciso Albano Cassol con un colpo di fucile, starebbe per finire.

Stacchio ha dichiarato all’Ansa ad un anno preciso dal giorno della rapina in cui ha ucciso Cassol che il suo caso è stato strumentalizzato, ma che rifarebbe tutto quello che ha fatto:

“In quest’anno molti mi hanno chiesto se lo rifarei. E oggi posso dire che sì, lo rifarei immediatamente, perché difendere quella giovane che era intrappolata nella gioielleria lo considero come un dovere. Altrimenti che futuro possiamo consegnare ai nostri figli?”.

Stacchio rifiuta ancora oggi la definizione di “eroe”, confermando invece di essere disposto a mettere a rischio la propria vita per difendere quella di chi è in pericolo, come successe quando si gettò in un fiume per salvare la vittima di un incidente stradale:

“L’annuncio che il procuratore intende chiedere l’archiviazione mi fa piacere, anche se devo dire che in questo anno i carabinieri mi sono stati molto vicini, mentre i magistrati io non li ho mai visti. Non mi hanno mai chiesto nulla”.

Il benzinaio di Nanto sottolinea che continuerà a battersi per chiedere che venga approvata una migliore legge sulla legittima difesa:

“In questo anno mi sono lasciato strumentalizzare da tutti, da destra e da sinistra, al fine di arrivare ad una modifica legislativa. Ma finora nulla è cambiato”.

Alla fine dello scorso luglio i carabinieri sono stati in grado di arrestare Derlesi, giostraio nomade, inchiodato dalla corrispondenza fra il suo dna e quello repertato dentro la vettura che si era schiantata sul ponte di Nanto, quando Cassol aveva perso i sensi dopo la sparatoria. Il Procuratore ha annunciato che i suoi uffici, nel giro di alcuni giorni, saranno in grado di chiudere le indagini su Derlesi e di chiederne il rinvio a giudizio con le accuse di tentata rapina e di tentato omicidio in concorso.

Come aveva già detto a fine luglio questo comporta come logica conseguenza che la Procura chieda l’archiviazione del procedimento penale a carico di Stacchio, che era stato iscritto sul registro degli indagati con l’ipotesi d’accusa di eccesso colposo di legittima difesa:

“Se c’è il tentato omicidio non può esserci eccesso di legittima difesa”.

Non ci sono invece novità circa gli altri due complici nei fatti della sera del tre febbraio 2015. Ci sono i profili genetici di altre due persone, indicate come Ignoto 2 e Ignoto 3. Questi due uomini rimangono sconosciuti, così come rimane nell’ombra l’uomo ripreso in volto dalle telecamere di sorveglianza. Zancan non nasconde di volersi costituire parte civile in un futuro processo per chiedere i danni materiali e morali patiti.

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