Blitz quotidiano
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Graziano Stacchio uccise rapinatore, chiesta archiviazione

VICENZA – Chiesta l’archiviazione da parte della Procura di Vicenza per il procedimento aperto nei confronti di Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto accusato di eccesso colposo di legittima difesa. L’uomo la sera del 3 febbraio 2015 aveva imbracciato il fucile per difendere la commessa del negozio di preziosi assaltato da un gruppo criminale.

Il gestore dell’area di servizio si era trovato a schivare le raffiche di mitra dei banditi e ne aveva ucciso uno, Albano Cassol, nomade trevigiano di 41 anni, morto per una ferita alla coscia. “Mi aspettavo che la decisione della Procura arrivasse molto prima”: è il commento del benzinaio. “Non ho sparato per uccidere – spiega – mi sono solo difeso dai banditi che mi sparavano addosso”.

Un mese fa, Cristina Albini, la moglie di Albano Cassol, il rapinatore ucciso ha occupato una casa Ater a Fontanelle in provincia di Treviso. “Voglio dare un futuro diverso ai miei figli. E da qui non me ne vado”.  La donna, secondo quanto racconta Il Gazzettino, ha voluto sfidare il sindaco della cittadina Ezio Dan, e dallo scorso mercoledì occupa abusivamente un appartamento Ater di via Bornia nella frazione di Lutrano.

Come scrive Paolo Calia sul Gazzettino

L’appartamento si trova al primo piano del civico 56 ed è completamente inagibile. L’Ater avrebbe dovuto sistemarlo per poi metterlo a disposizione del Comune che ha già programmato di destinarlo a una famiglia in graduatoria per le case popolari. Cristina, con quattro dei cinque figli, c’è entrata di nascosto. Ha approfittato di una finestra aperta sul retro. Si è infilata dentro, ha aperto la porta e fatto entrare la prole. Con lei ci sono il figlio maggiore di 19 anni, poi quelli di 8, 5 e l’ultimo nato che compirà un anno a giugno”.