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Gregorio Mezzatesta ammazzato nel centro di Catanzaro. Le ipotesi del delitto

Gregorio Mezzatesta ammazzato nel centro di Catanzaro. Le ipotesi del delitto

Gregorio Mezzatesta ammazzato nel centro di Catanzaro. Le ipotesi del delitto (foto Ansa)

CATANZARO – Omicidio a Catanzaro nel centro della città. La vittima è Gregorio Mezzatesta, un dipendente delle Ferrovie della Calabria. Contro l’uomo è stato teso un agguato al suo arrivo in auto sul luogo di lavoro, in via Milano, dove è ubicata la sede delle Ferrovie della Calabria. L’assassino, armato di pistola, era a bordo di una moto, mezzo a bordo del quale si è allontanato. La vittima designata è morta all’istante.

La vittima era il fratello di Domenico Mezzatesta, l’uomo che nel gennaio del 2013 si rese responsabile di un duplice omicidio a Decollatura per il quale è stato condannato all’ergastolo. La sentenza è stata successivamente annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione e si è in attesa adesso di un nuovo processo. Gli investigatori, a questo punto, non escludono un collegamento tra i due episodi.

Si fa sempre più concreta l’ipotesi di una vendetta trasversale per risalire al movente dell’omicidio. Gli investigatori, infatti, ritengono credibile un collegamento tra l’assassinio di Mezzatesta e la vicenda giudiziaria in cui è coinvolto il fratello della vittima, Domenico, di 62 anni, accusato insieme al figlio Giovanni, di 43, del duplice omicidio in cui in un bar di Decollatura, in provincia di Lamezia Terme, il 19 gennaio del 2014, furono assassinati Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio, di 29 e 36 anni. Domenico e Giovanni Mezzatesta sono stati condannati all’ergastolo per il duplice omicidio, ma la sentenza della Corte d’assise d’appello di Catanzaro, nel giugno scorso anno, è stata annullata dalla Corte di Cassazione, che ha escluso l’aggravante della premeditazione rinviando gli atti ai giudici di secondo grado per la rideterminazione della pena.

Dalle indagini sull’assassinio di Gregorio Mezzatesta, intanto, è emerso che ad uccidere il dipendente delle Ferrovie della Calabria sarebbe stata una sola persona armata di pistola. L’omicida, secondo alcune testimonianze, indossava un casco da motociclista. Le persone che erano sul luogo dell’agguato, tra cui un collega di Mezzatesta che si trovava accanto l’auto al posto di guida della quale c’era la vittima, sono state sentite dagli investigatori, ma dalle loro testimonianze non sarebbero emersi elementi concreti per le indagini.

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