Cronaca Italia

Guardia di Finanza la esclude dal concorso per aver fumato una canna da adolescente, Tar la riammette

Guardia di Finanza la esclude dal concorso per aver fumato una canna da adolescente, Tar la riammette

Guardia di Finanza la esclude dal concorso per aver fumato una canna da adolescente, Tar la riammette

ROMA – Guardia di Finanza la esclude dal concorso per aver fumato una canna da adolescente, Tar la riammette. Aveva partecipato al concorso per entrare nella Guardia di Finanza vantando un ottimo curriculum di studi e lavoro ma a novembre del 2016 il Comando l’aveva esclusa e scartata perché da ragazzina, appena adolescente era stata sorpresa a fumare uno spinello d’erba in spiaggia. Per il Tar del Lazio, l’autorità a cui ha fatto ricorso, quell’esclusione non è giustificata, anzi è illegittima. Perché, “il difetto dei requisiti di moralità e condotta stabiliti per l’ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria” contestatole dalla sottocommissione per la verifica dei currriculum si riferiva a un provvedimento attuato “in un’età adolescenziale connotata da una fisiologica immaturità”.

Il Tar ha stabilito dunque che non si può far pagare all’infinito un errore di gioventù. La sottocommissione avrebbe poi sottostimato o ignorato curriculum e reputazione lusinghiera della ragazza che si era collocata in posizione utile, al numero 466 della graduatoria finale, avendo raggiunto l’idoneità sia nella prova scritta che orale.

La giovane era stata “colta sulla spiaggia con una canna in mano ed era intenta a fumarla” nel 2010. A suo carico era stato citato anche un episodio di tentato taccheggio in un negozio riferibile all’anno prima.

A dire della ricorrente, l’Amministrazione non avrebbe tenuto «in debito conto la tenuità e la risalenza nel tempo degli eventi considerati, avvenuti in età adolescenziale». Per quanto riguarda il tentato furto, «la merce non sarebbe stata asportata, né occultata, ma pagata, senza alcuna denuncia, con archiviazione». Per quanto riguarda il consumo di stupefacenti «si trattava di un fatto episodico e isolato, lontano da qualsivoglia connotazione delinquenziale, scongiurando tutte le più gravi ipotesi connesse all’uso di tali sostanze». (Michela Allegri, Il Messaggero)

 

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