Cronaca Italia

Hotel Rigopiano: 6 sopravvissuti grazie a bolla in cucina. Sistema igloo, altri vivi?

Hotel Rigopiano: ci sono vivi sotto la valanga

Hotel Rigopiano: ci sono vivi sotto la valanga (foto Ansa)

FARINDOLA – Sei persone vive sotto l’Hotel Rigopiano di Farindola. Vive e in buone condizioni. Erano nella zona delle cucine, sotto a un solaio, in una sorta di bolla che si era formata in quel vano. Tra loro ci sono una mamma e due bimbi. La donna e sua figlia sono state le prime estratte dopo 43 ore sotto la neve. In totale i sopravvissuti sono due uomini, due donne e i due piccoli. Sotto quel che rimane dell’albergo travolto dalla slavina non tutti sono morti. Sono stati i vigili del fuoco a individuare dalle voci le persone ancora vive e hanno cominciato a parlare con loro per individuarli con esattezza. Il primo contatto è stato stabilito poco dopo le 11 di venerdì 20 gennaio. Dopo pochi minuti i soccorritori hanno cominciato a parlare con loro. Ora la speranza è che ci siano altri vivi: “Assolutamente sì, abbiamo la speranza di trovarne altri vivi. Potrebbero esserci altre sacche d’aria”, ha detto il vice brigadiere della Finanza, Marco Bini, spiegando che dal “varco che ci siamo creati ci spostiamo all’interno dell’albergo Rigopiano, ma è molto difficile andare avanti perché pericoloso”.

”Appena ci hanno visto erano felicissime e non sono riuscite a parlare. Dagli occhi si capiva che erano sconvolte positivamente per averci visto”, Cosi il soccorritore alpino della Guardia di Finanza Marco Bini racconta gli attimi del salvataggio della mamma e della figlia. ”Le abbiamo trovate nel vano cucina, e poi abbiamo salvato le altre persone”, dice Bini. ”Probabilmente oltre ad accendere un fuoco avevano qualcosa da mangiare con loro”, ha raccontato il soccorritore della Gdf Marco Bini che ha estratto mamma e figlia. ”Mentre noi stavamo scavando questo varco loro ci sentivano. La speranza ora è quella di ritrovare altre persone in vita anche se non abbiamo avuto altri segnali o sentito rumori”, spiega. Adesso la speranza è che questo “sistema igloo” che ha consentito agli otto di continuare a respirare e a vivere possa essersi formata anche in altri punti. Magari potrebbero esserci sopravvissuti anche altrove.

“E’ stato bellissimo il momento in cui li abbiamo trovati. Erano contentissimi e ci hanno abbracciato”, ha aggiunto ancora Bini.

 

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